LE VIE DELL’OLIO SU TURISMO.IT

Vengono immerse in una salamoia di sale e finocchietto selvatico, oppure si presentano sott'olio con aglio e prezzemolo, ma anche pestate e condite con aceto, salate ed infornate, farcite, sminuzzate fino ad ottenerne una crema spalmabile: sono le olive, eccellente prodotto che arricchisce la tavola sarda. Ma è soprattutto l’olio che ha consacrato a livello internazionale la tradizione isolana: nel tempo, si sono moltiplicati i frantoi e innovata la tecnica con l'ausilio dei più moderni macchinari che hanno reso possibile l'intensificazione della produzione.

LA TRADIZIONE
. La dieta degli antichi abitanti dei nuraghi doveva essere frumento, caglio di latte,  erbe aromatiche e  a volte un animale cotto sul fuoco: infatti i sardi non erano dei consumatori di pesce poiché il mare era pericoloso a causa delle continue invasioni. Quindi venne sviluppata una tradizione alimentare di terra. La produzione dell’olio d’oliva in Sardegna ha origini antiche e il clima particolarmente favorevole unito alle caratteristiche della terra fanno si che la coltivazione dell’olivo sia estesa a tutto il territorio isolano. Gli oli sardi sono considerati tra i migliori al mondo con peculiarità uniche. Furono i fenici a portare l’olio in Sardegna, ma si deve agli Aragonesi e probabilmente, prima, nella costa nord-ovest, ai pisani, a introdurre la coltivazione intensiva dell’olio.

LA DENOMINAZIONE.
La Dop “Olio extravergine di oliva Sardegna”, la cui domanda di registrazione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’UE del 13 settembre 2005,  va ad aggiungersi a quella del Pecorino romano, Pecorino sardo e Pecorino Fiore sardo.

LE CARATTERISTICHE. Le varietà di olive che concorrono all’ottenimento dell’olio Dop sono per l’80%,  Bosana, Tonda di Cagliari, Bianca, Nera di Villacidro, Semidana e loro sinonimi presenti in aziende,  da sole o congiuntamente tra loro, e, per il restante 20%, varietà minori presenti nel territorio. L’estrazione dell’olio deve avvenire nei luoghi di produzione, nei frantoi riconosciuti e soltanto con processi meccanici o fisici atti a garantire la conservazione delle caratteristiche originarie del frutto ed a conferire al prodotto la migliore qualità organolettica. Il Sardegna DOP si presenta con un colore che va dal verde al giallo con variazioni cromatiche nel tempo; l’odore da leggero arriva ad intenso ed è fruttato di oliva, accompagnato da sentori di frutta o verdure in cui sono riconoscibili mandorla e cardo; il sapore è leggermente piccante all'inizio e in chiusura amaro ma gradevole.

IL TERRITORIO. Il Sardegna DOP è prodotto nella maggior parte dei comuni della provincia di Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari.

LA PRODUZIONE. Secondo stime del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro, la produzione di olive si attesta intorno ai 500 mila quintali dai quali si ricavano circa 90 mila quintali di olio. La trasformazione avviene in 17 frantoi cooperativi e128 frantoi privati: una cinquantina, tra aziende e cooperative, propongono i loro prodotti in confezione. Spesso si tratta di oli pregiati custoditi in eleganti bottiglie, che talvolta riescono a spuntare prezzi anche competitivi e sempre più apprezzati e premiati nei vari concorsi oleari regionali e nazionali.

LA CULTURA. Tra i vari simboli che caratterizzano la Sardegna ci sono i nuraghi, i resti di torre megalitiche tronco- coniche a base circolare costruiti con grandi massi poggiati l’uno sull’altro. Sono oltre 7000 i nuraghi  presenti ancora oggi sull’isola, che costituiscono una traccia importante della civiltà sarda antica di migliaia di anni.

LA CUCINA. L'olio d'oliva sardo e il suo extravergine d'oliva si sposano perfettamente con una fetta di "civraxiu", il  tipico pane sardo, o con un secondo a base di carne. E’ l'ingrediente fondamentale nella preparazione e nel condimento dei piatti: crudo o cotto, accompagna tutte le pietanze di mare, i sughi e le salse, le verdure. Si può trovare anche aromatizzato al peperoncino, per renderlo più piccante, con i cardi o con il mirto, o con spezie dal gusto deciso.

Leggi anche:
Puglia: l’oro liquido si fa strada