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In un ampio padiglione illuminato da centiania lampioni che sembrano essere usciti da un film della “belle époque” stanno lì, ordinati e luccicanti, oltre 400 esemplari unici di auto che raccontano la storia del secolo appena trascorso.
Nel regno delle Bugatti
Ludovica Guerreri - 13/12/2011In un ampio padiglione illuminato da centiania lampioni che sembrano essere usciti da un film della “belle époque” stanno lì, ordinati e luccicanti, oltre 400 esemplari unici di automobili che raccontano la storia del secolo appena trascorso.
Questa straordinaria collezione si deve alla passione dei Fratelli Schlumpf, importanti industriali tessili di Mulhouse che negli anni ’60 investirono un vero e proprio patrimonio nella ricerca e nell’acquisto di auto d’epoca. Misero insieme esemplari rari delle più importanti case che hanno fatto la storia dell’automobile. Ciò che rende però questa collezione davvero unica al mondo è lo straordinario numero di Bugatti, un marchio che fu una vera ossessione per Franz Schlumpf.
Le automobili disegnate da Ettore Bugatti segnarono un’epoca. La storia un po’ malinconica di questo genio milanese, snobbato in patria e emigrato in Alsazia ancora giovanissimo, è piena di grandi successi ma anche di brucianti sconfitte. Tra le due guerre sulle sue automobili viaggiavano Re e magnati dell’industria mentre le sue auto da corsa trionfavano sui circuiti di tutto il mondo. Negli anni ‘40 però tragedie familiari, la guerra e i prezzi proibitivi delle sue auto portarono l’azienda al fallimento. Un destino curiosamente simile a quello dei fratelli Schlumpf che, anch’essi travolti dal fallimento alla fine degli anni ‘70, donarono l’intera collezione allo stato francese.
Tra i ben 121 esemplari di Bugatti esposti, spiccano due delle sei Bugatti Royale ancora esistenti al mondo, gioielli rarissimi che furono al loro tempo la più alta espressione della tecnologia automobilistica unita ad un design d’eccezione e ad un prezzo astronomico: tre volte quello di una Rolls Royce dell’epoca.
Si trovano l’una accanto all’altra nella sala dedicata ai capolavori, più in alto delle altre, su un piedistallo, illuminate da tanti piccoli spot, come “star” sul palcoscenico. A fare da spettatori Rolls Royce, Hispano-Suiza, Porsche e l’auto preferita da Rodolfo Valentino, l’Isotta Fraschini.
La splendida ambientazione, con gigantografie di foto d’epoca sui muri, fa tornare indietro ai tempi in cui Juan Manuel Fangio trionfava sulla sua freccia d’argento e Roberto Rossellini sfrecciava in costiera amalfitana sulla sua Ferrari.
La straordinaria collezione, insieme alla ricca dotazione di audiovisivi, simulatori di guida, strumenti interattivi, schermi al plasma che mostrano i più svariati aspetti legati al mondo dell’automobile, lo rendono uno dei più importanti musei dell’automobile al mondo.
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