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Museo Nicolis Verona

Verona, lo splendore della collezione Nicolis

Al Museo dell'Auto, della Tecnica e della Meccanica per un viaggio nel tempo

Vetrina di strumenti musicali del Museo Nicolis
©Museo Nicolis
Museo Nicolis: vetrina della sezione Strumenti Musicali
A Villafranca di Verona esiste un luogo che porta il visitatore a fare un vero viaggio nel tempo e nella vita di uomini geniali che, grazie alle loro invenzioni, hanno cambiato il corso della storia. Si tratta del Museo Nicolis, realizzato da Luciano Nicolis nel 2000 che lo ha fortemente voluto come  “Museo dell’Auto, della Tecnica e della Meccanica” e dove sono custoditi oggetti preziosi e talvolta introvabili. Non solo automobili, motociclette e biciclette ma anche strumenti musicali, macchine fotografiche e per scrivere, opere dell’ingenuo umano. Le collezioni sono costantemente arricchite grazie all’entusiasmo che porta Luciano Nicolis a concretizzare nuove idee. E’ lui che, incominciando da bambino a raccogliere carta durante i pomeriggi in cui andava in bicicletta a Mantova, ha continuato smontando pezzi di automobili ed appassionandosi alla meccanica.

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Frutto della sua passione collezionistica e del desiderio di trasmettere alle generazioni future un ricchissimo patrimonio culturale è l’esposizione che racconta la storia dei mezzi di trasporto, a partire dalle più famose auto storiche che vantano numerosi pezzi unici. Centinaia di vetture sono ancora perfettamente funzionanti, molte delle quali sono state restaurate personalmente da Luciano Nicolis: dall’Isotta Fraschini alla Lancia Astura Mille Miglia sino ai miti più recenti come le Ferrari e le Rolls Royce. Oltre alle quattro ruote una sezione del Museo è dedicata alle moto e alle biciclette, con esemplari che ne ripercorrono le origini: dalle prime motociclette con serbatoio sottosella, alle biciclette dei campioni che hanno fatto la storia del ciclismo. Completano la raccolta macchine fotografiche, per scrivere, strumenti musicali, aerei e motori e tutto quanto in ambito meccanico ha attirato la curiosità del fondatore. La piccola ma preziosa collezione dedicata alle macchine per scrivere comprende circa 100 modelli che ripercorrono le tappe della scrittura meccanica dal 1880 fino alla metà del Novecento, mostrandone i più curiosi ed ingegnosi sistemi.

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Più ampia è la sezione della musica, dove si possono ammirare gli strumenti musicali e i loro accessori che vanno dai primi dittafoni, registratori che incidevano su bobine di cera, agli organetti a manovella fino ad alcuni particolari pianoforti, aerofoni a tastiera, strumenti a fiato e ad ància. Un corollario di accessori e di compendi tecnici accompagnano anche la collezione di oltre 500 apparecchi fotografici e da proiezione. Il tutto ospitato in un moderno edificio progettato per valorizzare i singoli pezzi della raccolta. A completare l’offerta una biblioteca ed un archivio di documenti. Vengono organizzate visite guidate, percorsi didattici per studenti, itinerari turistici, mostre ed eventi che mirano a promuovere la collezione e la storia della tecnica.
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