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artigianato italiano sicilia corallo di Trapani

Trapani la città dei coralli

ARTI E MESTIERI - Tra le botteghe artigianali della bella città si scoprono le antiche tradizioni siciliane legate al gioiello rosso del Mediterraneo.

Coppe di Corallo
Courtesy of©sailko/wikimedia commons
Prezioso il profilo di Trapani, una città dal fascino millenario, un villaggio la cui storia è sospesa tra mito e leggenda e invita, oltre ad innamorarsi delle costruzioni tipiche del barocco siciliano, a scoprire il fascino, i segreti e le curiosità dell’artigianato artistico trapanese che, grazie alla sua posizione che la vede affacciata a nord sul Mar Tirreno e ad sud-ovest sul Mar Mediterraneo, ha avuto successo nell’estrazione, nella pesca, il commercio e la lavorazione del corallo.

LA TRADIZIONE La fama della città è legata alla pesca del corallo rosso Mediterraneo la cui lavorazione rappresenta una delle principali attività che ha caratterizzato il tessuto economico del territorio. I pescatori si mettevano in mare a seguito delle proprie imbarcazione attrezzate dette “ligudelli”, e vagavano tra le acque per tutta la stagione della pesca che, di solito andava da maggio a settembre, pronti con le loro reti a fare il pieno di questi meravigliosi rami rossi. A partire dal ‘400, prima a opera degli ebrei provenienti dal Maghreb, veri conoscitori delle antiche tecniche della cucitura, e a seguito degli artigiani siculi, il corallo divenne un oggetto di spicco che andò ad incrementare il commercio e la produzione di manufatti da usare ora sull’oro ora sul rame, un successo sempre crescente tanto che, all’inizio del ‘600, come altre maestranze, riuniti nella corporazione dei Pescatori della marina piccola del Palazzo, si organizzarono in consolato salvaguardando i propri interessi, con i 25 capitoli approvati il 26 maggio 1628, attraverso i quali si regolamentava la licenza ad esercitare il mestiere e l’attività di mastri corallari, di mastri scultori e dei lavoranti nell’acquisto del corallo, si organizzavano i livelli salariali, definivano il modo di distribuzione, il luogo di vendita etc.. Erano circa 25 le botteghe che sorgevano nella via dei “Corallari”, detta poi “Strada degli  Scultori” e, infine “Via Torrearsa”, divenuta oggigiorno una delle più preziose vie pedonali del centro cittadino. Il vero boom fu intorno al ‘700, quando le richieste di gioielli e ornamenti in corallo erano richiesti da ogni angolo del globo da sovrani, principi, cardinali e papi andando ad arricchire collezioni dei Doria, i Conti di Schoenborn a Pommersfelden, i Principi di Ligne, re di Spagna ed i Whitaker. Si trattava infatti di veri e propri capolavori d'arte, preziosi gioielli e oggetti di uso liturgico e domestico come calici,  sacri contenitori, personaggi di presepi o semplicemente dei portafortuna. Il crollo dell’arte avvenne intorno all’800, periodo in cui il reperimento della materia prima divenne sempre più raro facendo avvertire i primi sintoni del suo declino mettendo a serio rischio quello che per secoli rappresentava un mestieroe di grande rilevanaza e spessore.

LE CARATTERISTICHE I maestri corallari lavoravano spesso in collaborazione con altre figure che avevano un ruolo chiave nel processo produttivo come bronzisti, orafi, argentieri e scultori. In primis il corallo grezzo veniva pulito, tagliato e lavorato con la lima e con la mola di pietra per ridurlo in delle piccole frazioni da bucate con il fusellino per realizzare gioielli. La più antica tecnica è detta a retroincastro e consisteva nell’inserimento nel rame, precedentemente forato, di piccoli elementi di corallo fissati con una pece nera, cera e tela  che fungevano da collante, per poi essere ricoperta, sul retro, con un’altra lastra di rame dorato decorata ad incisione. A partire dal XVII i maestri trapanesi cambiarono tecnica avvalendosi della cucitura, una procedura però poco efficace e sicura in quanto il rischio che i coralli si staccassero dal rame era particolarmente alto. Fondamentali passaggi quello della depurazione per restituire al corallo il suo colore naturale così come la lucidatura e la brillantatura necessari al fine di rendere il prodotto finale di grande appeal.

IL TERRITORIO Nato nei primi del '900, il Museo Regionale "Conte Agostino Pepoli", sito in Via Conte Agostino Pepoli 180, sorge all’interno del trecentesco ex convento dei Padri carmelitani, una location che custodisce il prezioso passato siciliano tra pezzi unici provenienti in primis dalla collezione privata del conte Pepoli, promotore dell'istituzione, ma anche da musei nazionali ed esteri, dalle soppresse corporazioni religiose della città, la pinacoteca Fardelliana oltre a lasciti, depositi e donazioni come quelle del Conte Hernandez di Erice e dell'Ospizio Sieri Pepoli. Divenuto succeccisamente Museo Interdisciplinare Regionale, tra le sue mura si possono ammirare marmi, lapidi, dipinti, arti industriali, scultura Rinascimentale e memorie del Risorgimento mettendo in risalto l'importanza e la qualità delle arti decorative ed applicate in cui gli artigiani della città spiccavano: coralli, maioliche, ori, argenti e sculture presepiali.

INDIRIZZI Vale la pena concedersi una passeggiata per il cuore cittadino calpestando una delle strade più caratteristiche, quella che un tempo era la via dei Corallari con le sue botteghe artigiane come la bottega del Corallo, sita fi fronte alla Catedrale S. Lorenzo in corso Vittorio Emanuele 47 mentre, al numero 23-25, si trova la gioielleria di Cinzia Gucciardo che, dal 1950, tiene alto l’onore di questa arte sottolineando quanto di magnifico nel corso dei secoli i maestri corallari trapanesi hanno saputo creare. Un nome importante è anche quello di Platimiro Fiorenza con la sua bottega di Via Osorio 36, l’ultimu mastru curaddaru, custode di una tradizione secolare tanto che, nel dicembre del 2004, ha ricevuto il premio come conservatore, attraverso l'insegnamento della lavorazione dei coralli, da parte del Club UNESCO di Trapani. Tra i suoi lavori spiccano opere di grande prestigiose del calibro della "Madonna di Trapani", in oro corallo e pietre preziose,  esposta ai Musei Vaticani e un'acquasantiera  in oro, corallo e pietre preziose, realizzate ambedue per Sua Santità Giovanni Paolo II. Merita una tappa anche la bottega-laboratorio di Alfonso Graffeo, in via via Antonio Roasi 11, abile creatore di gioielli in grado di dare libero sfogo alla sua creatività realizzando bellissime collane e spille impreziosite da dettagli raffinati come minuscole foglie, roselline , giglietti e composizioni floreali di ogni sorta che pendono attaccate a legamenti in oro sottilissimo.

LE FOTO: TRAPANI, IL CORALLO E GLI ALTRI GIOIELLI

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