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Molise, 4 cose da sapere sulle zampogne di Scapoli

Oggi come un tempo nel paese molisano si realizzano pregiate zampogne artigianali

L'arte della zampogna<br>
Courtesy of©FrancoCappellari
L'arte della zampogna
La zampogna fa pensare subito al Natale. Ma questo antico strumento musicale non è soltanto uno dei simboli delle festività natalizie ma è un vero e proprio pezzo di storia e di cultura. Soprattutto nel Molise dove a Scapoli è sopravvissuta nel tempo una fiorente tradizione artigianale legata alla costruzione di questo affascinante strumento.

LA TRADIZIONE
Sebbene in molti ricolleghino la zampogna esclusivamente al Natale e alla musica che si suona nel periodo delle Feste, questo strumento vanta, in realtà, una tradizione lunghissima, tanto da annoverare testimonianze risalenti alla Roma imperiale. La zampogna era, infatti, uno degli strumenti suonati da Nerone e una leggenda narra persino che Giulio Cesare riuscì a sconfiggere i Britanni proprio grazie al suono delle zampogne che spaventarono i cavalli dei soldati nemici. Si tratta certamente di uno strumento fortemente legato alla civiltà contadina e questo status lo fece a lungo considerare uno strumento umile. Oggi, fortunatamente, si può affermare che l'immagine della zampogna sia stata fortemente rivalutata e che, finalmente, lo strumento goda della dignità che merita. Eppure, nonostante questo “restyling”, l'artigianato della zampogna, un tempo diffuso in buona parte d'Italia, è rimasto, ormai, circoscritto ad una zona d'Italia estremamente ridotta, concentrata soprattutto in Molise e nel paese di Scapoli in particolare.

LE CARATTERISTICHE
A Scapoli, attualmente si realizzano due tipi di zampogne. Quella cosiddetta “zoppa”, che ormai non viene suonata praticamente più e che si presenta priva della chiave posta sul chanter maggiore che caratterizza, invece, il modello attualmente più diffuso e suonato nell'Italia meridionale. La zampogna a chiave è, dunque, quella più nota e prodotta in maggiore quantità. E' costituita da due chanter di lunghezza diseguale: quello corto, il destro, munito di 5 fori digitabili di cui 4 anteriori ed uno posteriore, e quello lungo, il sinistro, caratterizzato, invece, da tre fori più, appunto, quello, della chiave; da due bordoni, di cui generalmente solo il maggiore emette suono; da ance doppie per ogni canna sonante; da due campane poste alle estremità dei fusi dei chanter, e dall'otre. I legni maggiormente utilizzati per la costruzione delle zampogne molisane sono il ciliegio per le campane e l'ulivo, ma anche l'acero, il sorbo, il prugno o l'albicocco per i fusi dei chanter ed i bordoni. Il legno più pregiato, ma anche più costoso e difficile da reperire è quello di ebano. Gli otri vengono, generalmente, ricavati dalle camere d'aria per le auto rivestiti in vello sintetico. Su richiesta vengono realizzati anche otri in pelle di animale come la capra o la pecora. La zampogna con chiave viene realizzata in diversi modelli in base alla tonalità che vengono, convenzionalmente, contraddistinti da numeri prestabiliti. I modelli più venduti sono il 25, in assoluto il preferito, ed il 28.

IL TERRITORIO
La zampogna è stata a lungo presente sul territorio molisano in diverse zone della regione. Oggi la sua tradizione è legata soprattutto ai Comuni di Castelnuovo e San Polo, dove sono presenti ancora numerosi zampognari, e, naturalmente, il Comune di Scapoli dove le zampogne, oltre ad essere suonate, vengono anche costruite e celebrate con un festival dedicato.

GLI INDIRIZZI
Per conoscere ed approfondire la tradizione legata alla costruzione e all'utilizzo delle zampogne l'appuntamento è in via Santa Maria 1 a Scapoli dove è stato allestito il Museo Internazionale della Zampogna che, oltre ad esporre e raccontare la storia della produzione locale, ogni anno si arricchisce di nuovi e pregiati strumenti provenienti da ogni parte del mondo.

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