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Cividale, gioiello celtico del Friuli

Un piccolo borgo in provincia di Udine svela i segreti di un'antica tradizione che diventa un viaggio alla scoperta dei Celti..

Anello celtico
Courtesy of©Pietro Maria Crestan
Cividale del Friuli, piccolo borgo in provincia di Udine, è un nome che non sa di sconosciuto, il suo passato importante è nella mente di molti per essere stato l’antica capitale longobarda del Friuli. Sono numerose le testimonianze che confermano il valore artistico e storico di questa città, un vero e proprio scrigno di saperi tanto da essere stato inserito, dallo scorso 25 giugno 2011, nel progetto "Longobardi in Italia: i luoghi del potere" che racchiude testimonianze architettoniche, pittoriche e scultoree dell'arte longobarda, annoverato dall'Unesco nella Lista dei Patrimoni dell'Umanità. Da non dimenticare che Cividale, la “città ducale”, durante il periodo di massimo splendore, nel 568 d.C., si affermò per un grande vanto, quello dell'oreficeria celtica, uno dei fiori all'occhiello dell'artigianato locale, un’arte frutto di antichi saperi che hanno saputo sopravvivere allo scorrere del tempo.

LA TRADIZIONE A seguito di preziosi scavi archeologici rinvenuti nella provincia di Udine, emerge che già a partire dal III secolo a.C. l'artigianato celtico si era ritagliato un ruolo di tutto rispetto in molte regioni del continente europeo, Italia compresa, sottolineando quel grande gusto estetico che trovava sfogo nell'arte decorativa, nella produzione di gioielli realizzati con sapiente maestria, per adornarsi e abbellirsi con ricercatezza. Tra le eccellenze si ricorda la spilla di Tara, risalente all'VIII secolo, uno dei massimi esempi dell’arte orafa celtica così elaborata nei disegni con spirali e motivi zoomorfi tanto da essere unica. A quanto pare ad ogni classe sociale e ad ogni soggetto era riservato un gioiello differente, a partire dalle famose spille chiamate “fibule”, diverse in tutto e per tutto a seconda di chi le portava, semplici quelle dei militari, elaborate e preziose quelle sfoggiate alle nobildonne. Se in un primo tempo il design era piuttosto conforme allo stile classico, con la semplice stanghetta così com’era uso sin dall'epoca della civiltà micenea, a partire dal V secolo un’ondata di novità porta a giocare di fantasia, mettendo in scena animali come dragoni e uccelli per ravvivare il repertorio. Tipici anche i torques, monili realizzati con fili intrecciati di rame o d'oro, argento o bronzo, indossati non solo dai ceti più nobili ma anche dai guerrieri e non sempre come semplice ornamento in quanto, per molti, aveva un valore profondo, quello di un oggetto mistico, un talismano che attirava a se energia positiva e la protezione degli dei.

LE CARATTERISTICHE Nella maggior parte dei casi, i gioielli celtici erano e tutt’oggi sono realizzati servendosi di materiali come l’argento, il bronzo, il rame, il metallo e, in lenta ripresa anche l’oro, una lavorazione questa quasi prevalentemente manuale che vede l’orafo avvalersi di differenti tecniche come quella della cera persa che porta alla creazione di un primo modello di cera da utilizzare per fare uno stampo di argilla che, una volta riscaldato in un forno, viene sostituito dall'introduzione di metallo fuso. Altra tecnica cara all’artista è quella dello sbalzo e cesello, un'antica arte che porta il cesellatore ad operare su lastre di rame, oro o altri metalli, deformandole su entrambi i lati mediante l'ausilio di ceselli al fine di ottenere un disegno ornamentale in rilievo. Oggi giorno i gioielli più prodotti sono i nodi celtici e i Claddagh, il classico anello irlandese, simbolo d’unione e d’amore  rappresentato dall'unione di due mani che abbracciano un cuore sormontato da una corona.

IL TERRITORIO
La sete di cultura trova seguito tra le mura del Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli, ospitato presso il palazzo dei Provveditori Veneti in piazza del Duomo, una vera e propria vetrina dell'arte longobarda che, oltre ad esporre reperti di epoca romana, paleocristiana, altomedioevale, romanica e gotica, mette in mostra una ricca collezione di reperti e gioielli longobardi rinvenuti nel cividalese. Per chi ama l’artigianato, il piacere della scoperta conduce a La Farie Geretti, Stretta della Giudaica 8, una vera istituzione in quel di Cividale del Friuli in quanto ricorda una delle famiglie più illustri dell’artigianato locale. Qui tutti possono entrare nel vivo nella tradizione dei laboratori a gestione familiare ammirando l’attività e gli strumenti del mestiere del fabbro Antonio Geretti. Aperta al pubblico dal 1999 grazie alla Società Operaia di Mutuo Soccorso e Istruzione di Cividale del Friuli,  questa sorta di museo permette di approcciarsi alla storia del ferro, illuminando e istruendo su ogni singola fase del suo processo lavorativo a partire dall’ideazione del modello fino alla creazione finale.

INDIRIZZI Veri e propri professionisti ancora in azione si possono individuare in ogni dove e permettono a chiunque lo desideri di portare a casa oggetti che, con creatività, riportano in vita l’eredità degli antichi celti: tra i nomi storici spicca quello della Bottega Orafa Celtica di Udine, sita in via A.Moro 50, là dove la maestria e l'abilità di Pietro Maria Crestan, un autodidatta all’avanguardia operativo nel settore dal 1983, sono sotto agli occhi di tutti, un vero artista che realizza e lavora monili mescolando una pluralità di stili. La sua attività è nata dalla una grande passione nutrita nei riguardi della storia celtica che ha spinto Crestan a mettersi in gioco e, dopo lunghi studi stilistici, da decenni produce collane, orecchine e bracciali ma, la punta di diamante della sua produzione, sono gli anelli, curiosi e mai banali, veri e propri contenitori di meraviglie che, nonostante le esigue dimensioni, riescono a vestire ogni mano con estrema originalità racchiudendo lavorazioni complicate e uniche, una sfida con se stesso che l'orafo riesce a portare a termine con successo.
 
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