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Candele artigianali
Courtesy of©asticera.it
artigianato italiano piemonte candele di Asti

Asti, candele che fanno la storia

Il mondo delle luci più antiche della storia rivive nelle produzioni della Cereria Asticera e del suo progetto-museo "Fabbrica da Cera"

A fare capolino tra gli innumerevoli prodotti artigianali che contraddistinguono l’oggettistica natalizia piemontese, sono le candele, oggetti dal fascino senza tempo che, per secoli, hanno avuto una funzione ben diversa da quella che hanno oggigiorno in quanto, non erano semplici oggetti d’arredo in grado di regalare all’atmosfera quel tocco di romanticismo, bensì rappresentavano una delle principali fonti di illuminazione.

LA TRADIZIONE
Difficile datare l’invenzione della candela, questo accessorio, per lunghi anni prima dell’avvento dell’energia elettrica, fu di vitale importante per illuminare gli ambienti. Ciononostante si presume che la prima rudimentale candela risalga al 3.000 a.C.; già nell’antico Egitto, intorno all'XI secolo a.C., si hanno tracce di candele fatte di fibre di papiro intrecciate e ricoperte di pece o di cera d'api mentre gli Etruschi le costruivano con cera e sego per posizionarle tanto tra le mura domestiche quanto nelle tombe o sugli altari. Per tutto il periodo medievale,  essendo il costo della cera d’api particolarmente elevato, le candele erano una prerogativa dell’aristocrazia e del clero, delizioso il loro aroma di miele che si diffondeva nell’aria mentre, alle classi meno abbienti, spettava l’uso delle candele di sego il cui odore, essendo fatte di grassi, era tutt’altro che piacevole. Si iniziò ad abbondonare le candele fatte col sego intorno al 1800, quando venne introdotta la stearina, un acido animale e ancora la paraffina. Una delle grandi produttrici di cera si trova proprio in Italia; la tradizione della cereria vede infatti Asti distinguersi intorno alla fine del 1800 con la cereria di Carlo Solaro mentre, dai primi del 900, nomi che si ritagliarono un posto di tutto rispetto  furono la cereria Pietro Fungo in via Varrone poi rimpiazzata dalla cereria Fracchia che brevettò il cerone liturgico nel 1943, ancora in produzione dalla cereria Asticera che subentrò nel 1998 trasferendo tutti i macchinari dalla centrale via Morelli, al piccolo comune di Celle Enomondo e rimessi in funzione da Andrea Povero, titolare della Cereria Asticera Creazione Forme Artistiche.

LE CARATTERISTICHE La lavorazione delle candele è affidata alle mani del maestro ceraio che si avvale della propria abilità manuale e di una cura scrupolosa della materia prima. Nel corso dei secoli le tecniche di produzione hanno subito diverse modifiche, si è passati dall'antico metodo dell'immersione al sistema del cucchiaio o della bacchetta, alla fusione in stampi di lamiera di ferro che vedeva come protagonista uno stoppino, un cordoncino di cotone formato da più fili intrecciati imbevuto di cera, immerso in una colonna di combustibile solido e, nella maggior parte dei casi, utilizzando cera d'api ma, a partire dal1850 a rubare la scena la scoperta della paraffina, derivata dal petrolio, più economica e in grado di rendere una luce più chiara e più pura così come la stearina. Al fine di ottenere candele belle e profumate, si usano in aggiunta pigmenti naturali ed olii essenziali.

IL TERRITORIO Nel 2003 la Cereria Asticera in collaborazione con studenti universitari, ha dato vita al progetto di un museo "Fabbrica da Cera” il cui obiettivo principale è la valorizzazione del territorio del Comune di Celle Enomondo così come delle tradizioni e dei saperi antichi. A tale fine sono infatti state restaurate e rese funzionanti diverse macchine di fine '800 e primi del '900  e tante attrezzature per la produzione di antiche candele; qui è infatti possibile assistere al ciclo di produzione che va dalla semplice cera grezza al prodotto finale finito.

INDIRIZZI Al giorno d’oggi sono pochissime le fabbriche storiche di candele ancora operative: posto di rilievo quello della Cereria Asticera, riconosciuta dalla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Asti "Bottega Storica" con laboratorio e locale espositivo con vendita al pubblico e, per chi volesse conoscere i segreti e le tecniche di lavorazione, porte aperte alle visite attraverso un tour didattico che permette di ammirare con i propri occhi diverse macchine di fine '800 e primi del’900 restaurate e ancora completamente funzionanti e tante attrezzature antiche per la produzione di candele, tavoli da lavoro con piccola attrezzatura per incidere, dipingere, profumare, tagliare, costruire gli stoppini o ancora tornio per cera, l’inceratrice per stoppini etc. Shopping di qualità soprattutto durante il periodo natalizio in cui la produzione delle candele a tema è decisamente elevata come statuine del presepe, grotte, alberi, stelle, fiori e tantissime candele colorate di forma e dimensione diversa dalla candela da 20 grammi alla piramide da 20 chilogrammi.

LE FOTO: ASTI, CANDELE E ALTRE BELLEZZE DA SCOPRIRE


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