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4 cose da sapere sulla "vannerie" valdostana

L'antica "arte dell'intreccio" del vimini e di altro legno è considerata una delle più rappresentative dell'artigianato locale. Ecco perchè

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©clu/iStock
L'intreccio di un cestino
Considerata una delle arti più antiche e longeve della storia dell'artigianato, la “vannerie”, l'arte dell'intreccio, ha il potere di rendere preziosi materiali poveri e di trasformarli in oggetti unici realizzati ancora oggi con tecniche completamente manuali. In Valle d'Aosta è considerata una delle attività più rappresentative della tradizione artigianale regionale.

LA TRADIZIONE Si perde nella notte dei tempi la tradizione valdostana d'intrecciare il vimini ed altro legno e ricavarne oggetti utili e, perchè no, anche belli a vedersi. D'altronde questa attività è, probabilmente, una delle più antiche forme di artigianato messe a punto dall'uomo e nelle vallate della Valle d'Aosta, dove il legno abbonda da sempre, non poteva che radicarsi profondamente nella cultura locale. Il segreto del successo di questa tecnica millenaria risiede nella possibilità di trasformare in una risorsa materiali poveri, spesso di scarto, come le ramaglie della potatura, che si rivelavano particolarmente adatti alla realizzazione di oggetti di uso comune come gerle, cestini e vagli, i cesti utilizzati per setacciare il grano, che, in lingua francese, si chiamano “van”. Ed è proprio dal nome di questi contenitori che nasce il termine “vannerie”, con il quale si definisce l'arte dell'intreccio. Il fatto che, ancora oggi, non esistano macchine in grado di intrecciare, da sole, un intero cestino, rende questa forma di artigianato ancora estremamente attuale e l'utilizzo di sole tecniche manuali per la realizzazione dei contenitori fa di ognuno di essi un pezzo assolutamente unico.

LE CARATTERISTICHE Il punto di forza dei manufatti della vannerie valdostana è l'evoluzione degli oggetti prodotti dagli artigiani. Se le tecniche di realizzazione si sono, infatti, mantenute esattamente immutate nel corso del tempo, gli oggetti creati sono rimasti, invece, perfettamente al passo con i tempi: le gerle, ad esempio, sono diventate portaombrelli e contenitori per la legna, i cestini si sono trasformati in graziosi portapane e portariviste, mentre i vagli, arricchiti con variopinte composizioni floreali, decorano ogni ambiente con un tocco rustico ed originale. Anche se non sono i materiali a rendere preziose queste creazioni, la Valle d'Aosta può comunque vantare il pregio di offrire una vasta scelta di essenze differenti e, dunque, non è raro imbattersi in manufatti realizzati con il salice, con o senza corteccia, con la vitalba, con la lantana e con la sanguinella, mentre nelle valli più alte, dove non è possibile trovare questi materiali, si intreccia legno di nocciolo, castagno o rovere tagliato a listarelle di sezione quadrata o rettangolare.

IL TERRITORIO Il luogo migliore per scoprire qualcosa di più sulla vannerie e sulle altre forme di artigianato valdostano è l'interessante Museo dell'Artigianato Valdostano, il MAV, che sorge proprio a ridosso dello storico castello di Fénis. E' stato allestito all'interno di una suggestiva villa montana e svela ogni segreto delle forme artistiche più tradizionali della regione proponendo un interessante excursus storico dalle loro origini ai giorni nostri. Per ammirare ed acquistare queste magnifiche creazioni in una cornice intrisa di tutto il folklore della cultura alpina, l'appuntamento è, invece, ad una delle numerose fiere che, annualmente, animano diverse località della regione. Da non perdere la Fiera di Sant'Orso, la più emblematica e rinomata, che si svolge durante il mese di gennaio, quella di Sant'Orso di Donnas, nello stesso periodo, e, in estate, la Fiera dell'Artigianato Valdostano di Tradizione, ad Antey-Saint-André, e la Foire d'été che anima il centro storico di Aosta, entrambe organizzate durante il mese di agosto.

GLI INDIRIZZI Per godere, in ogni periodo dell'anno, di un'ampia scelta di prodotti dell'artigianato locale, meritano certamente una visita i negozi della catena l'Artisanà, i punti vendita dell'Institut Valdotain de l'Artisanat de Tradition (IVAT), sparsi in diverse zone della regione. Il marchio, che oltre ai negozi comprende anche l'esposizione del MAV (L'Artisanà Museo) e le altre iniziative di valorizzazione dell'artigianato locale, prende il nome dal negozio del centro di Aosta a cui, storicamente, gli artigiani affidavano la vendita dei loro prodotti una volta conclusa la Fiera di Sant'Orso e durante il resto dell'anno. La rete di vendita dell'istituto conta, oggi, quattro boutiques (una ad Aosta al piano terra del Municipio con ingresso su piazza Chanoux, una a Cogne, nel cuore del centro storico lungo la via pedonale Dottor Grappein, una a Champoluc-Ayas-Antagnod a Rue de l'Eglise in Località Antagnod, ed una, la più grande, a Courmayeur in Rue de l'Eglise, sotto la piazza Abbé Henry che ospita al suo interno la Galleria dell'ARTIgianato dedicata ai pezzi unici), e quattro coins, corner che dedicati ai prodotti IVAT allestiti presso i negozi di alcuni luoghi d'interesse come gli shop del Pavillon e di Punta Helbronner, il bookshop del Forte di Bard, il negozio-laboratorio i Sapori del Forte, nel borgo di Bard, dove si può assistere anche al processo di creazione degli oggetti artigianali, ed il punto vendita della cooperativa artigianale D'Socka di Gressoney-Saint Jean.

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