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Puglia, i simboli esoterici sui trulli di Alberobello

Pagani, cristiani, magici, alchemici, astrologici: perché sui tetti dei trulli ci sono questi simboli?

Trulli
istockphotos
Tetti dei trulli
Cosa c’entra il candeliere settemplice ebraico con Alberobello? Più di quanto potete immaginare, almeno se non ci siete mai stati. Il pittoresco e famoso paese della Puglia, noto al mondo intero per i suoi trulli, colpisce per i caratteristici edifici (patrimonio UNESCO), ma anche per i simboli esoterici che segnano i tetti conici. Un retaggio architettonico esterico/misterioso: ma perché?
 
Innanzitutto un po’ di storia. I trulli, le tipiche costruzioni costruite su roccia naturale, in calce a secco, bianche come il latte e dal tetto a cupola appuntita - realizzato grazie all’incastro di pietre laviche chiamate chianche (o chiancarelle le più sottili) - sono uno dei vanti della Puglia centro-meridionale. Si suppone che i primi trulli risalgano addirittura alla preistoria, all’età del bronzo per la precisione, anche se ad oggi non ne sono giunti di così antichi. Alcuni dei più vecchi risalirebbero al XIV secolo, ma non è facile trovarne di pluricentenari perché l’usanza era quella di abbattere e ricostruire gli edifici dissestati, operazione semplice grazie alle tecniche costruttive. Si dice che le costruzioni ‘a secco’ fossero utili da abbattere in fretta e furia per evitare di pagare le tasse in caso di ispezione.



Insediamenti rurali all’inizio, veri e propri villaggi poi, i trulli si diffusero in tutta l’area, e la loro particolare conformazione attira migliaia di visitatori ogni anno, che rimangono colpiti, come accennato, anche dai misteriosi simboli che ne contraddistinguono i tetti. La cupola appuntita sulla sommità del trullo è spesso segnata da un simbolo realizzato a mano, bianco, in calce. Si può trattare di un candelabro a sette braccia, oppure di un cuore sacro, di una croce raggiata, di una croce ad albero, di un’ostia raggiata. Sono moltissimi i simboli che decorano i tetti dei trulli, e non hanno origine certa. Si suppone che venissero usati dai contadini come elementi propiziatori. Ce ne sono di derivazione preistorico-pagana, successivamente di tradizione cristiana, ma anche di magici e legati all’alchimia, all’astrologia. In tutto se ne contano circa 200 differenti, e spesso un simbolo era utilizzato da tutti i membri di una famiglia. 
 
Gran parte dell’agglomerato di Alberobello è composto da trulli, ma non è l’unico paese ad ospitarne. Si tratta infatti della tipica abitazione contadina della zona della Murgia, un vero e proprio esempio di edilizia ecosostenibile e passiva. Essi sono infatti realizzati con materiali che abbondano in loco, che garantiscono, assieme alla forma e alla quasi totale mancanza di finestre, un isolamento termico pressoché perfetto per quelle latitudini. 
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