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Orvieto, cosa si nasconde sotto la Chiesa di Sant'Andrea

E' uno dei punti di riferimento della vita cittadina e nasconde una particolarità

Estero di Sant'Andrea, Orvieto
© di Livioandronico2013 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
Chiesa di Sant'Andrea e Bartolomeo, esterno
La bella facciata affiancata da una torre dodecagonale e da un elegante loggiato: cosi appare agli occhi dei visitatori che ammirano  le bellezze di Orvieto la Chiesa di Sant’Andrea e Bartolomeo. Si tratta del più antico luogo di culto cristiano della città perché sorta nel VI secolo sulle rovine di quello che in origine era un tempio etrusco nella zona del Foro. Gli abitanti la chiamano semplicemente Sant’Andrea perchè da sempre è punto di riferimento della vita cittadina. Prima che sorgesse il Duomo era infatti la chiesa più importante ed ha ospitato, nel corso dei secoli, avvenimenti storici, accordi politico economici, canonizzazioni, incoronazioni e vi furono firmati atti di pace, appesi trofei di guerra e pubblicate divisioni di feudi. Tra l’XI e il XII secolo la chiesa assume le linee architettoniche predominanti riconducibili all'arte romanica, anche se, successivamente, venne più volte rimaneggiata.

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La facciata a quattro spioventi è il risultato dell'intervento del XV secolo, quando nella parte centrale fu apposto l'elegante portale strombato in marmo rosso. Le sculture della lunetta del portale si devono invece al restauro novecentesco come pure la vetrata del rosone. L’interno di Sant'Andrea, vasto e arioso, è a pianta basilicale, con tre imponenti navate separate da colonne monolitiche. Il presbiterio è leggermente rialzato e con abside quadrangolare. Diverse sono le testimonianze di ogni epoca: dal pulpito cosmatesco a un'edicola sepolcrale degli inizi del XIV secolo, da austeri affreschi trecenteschi a elaborate tele del XVI secolo. Ma è nei sotterranei la sorpresa più inaspettata, dove si possono ammirare tracce dell’abitato antico, il foro della città etrusca, la basilica paleocristiana e la struttura ipogea su cui poggia la Collegiata.

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Sono proprio i sotterranei a testimoniare la remota datazione di questo luogo di culto con reperti che vanno dal IX secolo a.C. al XII secolo. Si tratta di testimonianze storiche di 4 fasi evolutive diverse: la più remota, con oggetti di bronzo e ceramica di uso quotidiano, è collocabile all’età del Bronzo. La fase successiva è quella attinente al periodo Etrusco, di cui sono visibili resti di antiche pavimentazioni stradali realizzate con pietre di basaltina. La terza fase risale all’epoca romana ed ha lasciato poche tracce testimoniate solo da rovine  e stratificazioni di terra. L’ultima fase culturale testimonia la nascita di una prima comunità cristiana ad Orvieto con bellissime pavimentazioni a mosaico che delineano la forma a tre navate secondo la quale fu edificata, nell’alto medioevo, la basilica cristiana.
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