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Bologna tradizioni e leggende

Le leggende più curiose di Bologna

Molte delle storie più particolari del capoluogo emiliano affondano le radici nel Medioevo

Veduta aerea di Bologna
©iStockphoto
Bologna vista dall'alto
Bologna è una di quelle città che non finiscono mai di esaurire le aspettative, ricca com’è non solo di storia e di attrazioni, ma anche di tradizioni e leggende che la rendono unica. Se il soprannome di Bologna la Dotta si deve alla presenza della prima Università del mondo occidentale, l’Alma Mater Studiorum, fondata nel 1088, altrettanto famosa è la leggenda della Torre degli Asinelli, che riguarda un giovane vissuto durante il Medioevo innamoratosi perdutamente di una nobildonna. Essendo lui un umile ragazzo che veniva chiamato Asinelli per via degli asini che utilizzava per trainare il suo carretto, il padre della Dama non acconsentì a cederle la mano della figlia se non alla condizione di poterle garantire la torre più alta della città. Si dice che Asinelli, trovatosi di fronte uno strano bagliore mentre lavorava lungo il fiume per raccogliere la ghiaia, scopri un enorme tesoro in monete d’oro con cui commissionò la costruzione della torre. Nove anni dopo, grazie alle Torre degli Asinelli, il giovane sposò la sua amata.

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Anche la Torre Garisenda è protagonista di una storia: si narra che nel corso della sua costruzione sia stata oggetto di un crollo voluto appositamente dalla famiglia commissionante affinché sviluppasse una sorta di attorcigliamento alla Torre degli Asinelli, fatto che giustificherebbe la sua pendenza. Sempre in epoca medievale trova credito la leggenda legata al Voltone del Podestà: si trova sotto alla Torre dell’Arengo che non ha una base ma si appoggia proprio sul voltone, sorretto da 4 pilastri che vanno a formare 4 angoli. Se due persone si posizionano con la faccia rivolta agli angoli opposti di due pilastri e parlano a voce bassa sono in grado di sentirsi grazie alla conduzione acustica particolarmente potente. Sembra che questa proprietà permettesse alle persone malate di lebbra di potersi confessare.

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Molto cara ai Bolognesi è San Luca, celebre per il lungo portico che porta in cima al Colle della Guardia dove sorge il Santuario. Molto tempo fa, a causa di un violentissimo temporale verificatosi nel giorno dell'Ascensione, non fu possibile riportare l'immagine della Madonna, che si trovava a San Pietro, sul Colle, e per questo venne custodita all’interno della Cattedrale per tutta le notte. Il mattino dopo, però, si scoprì che la Madonna era risalita sola verso il Santuario, protetta dalla pioggia dagli alberi le cui fronde si erano spostate per fare da copertura. Fu propio l’immagine degli alberi incurvati ad offrire l’ispirazione per costruite il portico più lungo del mondo, con i suoi 3796 metri di lunghezza e le 658 volte.
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