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Bologna, cosa nasconde il Santuario di San Luca

E’ dedicato al culto cattolico mariano l’importante santuario bolognese che si eleva sul Colle della Guardia.

Bologna San Luca
©Mattana- Own work/ Wikimedia Commons
Bologna, Santuario di San Luca
Il suo portico è da Guinnes dei Primati per la sua lunghezza che arriva a toccare quasi i 4 chilometri e le 666 arcate: il Santuario di San Luca è uno dei simboli indiscussi di Bologna e tradizionale oggetto di culto religioso legato alla devozione dell’immagine della Beata Vergine di San Luca. Si erge imponente sul Colle della Guardia e il portico collega il santuario alla città agevolando la processione che ogni anno conduce la Madonna con Bambino alla cattedrale durante la Settimana dell’Ascensione. Sembra che non sia casuale il fatto che il portico sia composto esattamente da 666 archi: il numero diabolico, infatti, sarebbe utilizzato per indicare il serpente, ovvero il Demonio, per la sua forma e perché, terminando ai piedi del santuario, ricorda la tradizionale iconografia del Diavolo sconfitto e schiacciato dalla Madonna sotto il suo calcagno.

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Credenze a parte, San Luca arricchisce il panorama bolognese con la sua inconfondibile sagoma che si vede da chilometri di distanza. Lo stile che domina il santuario, il cui attuale edificio è il risultato di diversi interventi il cui più radicale risale al 1723, è quello barocco, con forme e volumi dinamici e curvilinei alternati in continue sporgenze e rientranze. Il grande tiburio ellittico, spoglio e compatto, ne costituisce il corpo principale ed è sormontato al centro da una grande cupola con lanterna. La facciata è costituita da un pronao, un ordine di paraste giganti in stile ionico che sorreggono un frontone sotto il quale si apre l’arco centrale. Il porticato si sviluppa con due ali curvilinee che abbracciano il piazzale e che terminano in due tribune a edicola.

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Le statue di San Luca e di San Marco accolgono il visitatore al portale d’ingresso che introduce all’interno ricco di opere d’arte. Sulla sommità del presbiterio rialzato è posta l’icona della Vergine col Bambino e gli archi principali sono sostenuti da pilastri a fascio composti da tre colonne corinzie giganti. L’icona della Vergine è raffigurata secondo la classica iconografia orientale rappresentando la Madonna dei Viaggiatori, ovvero Colei che indica la Via: misura 65x57 ed è eseguita a tempera e foglia d’argento su tela di lino applicata ad una tavola centrale di pioppo. Le altre decorazioni interne sono affidate a Bigari per gli affreschi, a Borelli e Calegari per gli stucchi e a Piò per le statue. Tra gli altri artisti che hanno abbellito la chiesa si segnalano anche Guido Reni, autore del terzo altare a destra, Donato Creti che ha lavorato nella seconda cappella a destra, Giuseppe Mazza per la Cappella di S. Antonio da Padova e il Guercino che ha operato nella sagrestia maggiore.

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