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Bari da vedere tour sottosuolo

Bari nascosta, le meraviglie del sottosuolo

Non solo i monumenti in superficie: le testimonianze romane e bizantine si scoprono anche sottoterra 

Resti di mosaico
©iStockphoto
Resti di un mosaico
Quando si visita Bari si rimane spesso in superficie, senza pensare che anche il sottosuolo offre un’infinità di tesori tutti da scoprire. Basta pensare che ancora vi scorrono quella che erano la Via Appia e la Via Trajanea, volute dai Romani per collegare la Puglia al resto d’Europa. Passeggiando dunque per le strade di Bari Vecchia si può entrare in chiese e palazzi che svelano, tra le loro fondamenta, i resti archeologici non solo di basiliche paleocristiane ma di interi quartieri commerciali. Sul Lungomare, ai piedi del Fortino di Sant’Antonio, sono state collocate alcune colonne che appartavano agli edifici romani realizzati al termine della Via Traiana: tra queste colonne c’è la anche pietra miliare numero 128 che si trovava lungo questa famosa arteria che collegava Roma fino a Bari e a Brindisi. Di tutto questo poco è rimasto in superficie. Bisogna invece scoprire il sottosuolo per rendersi conto cosa apparteneva alla Bari romana.

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Quello che caratterizza la città pugliese è il fatto che la maggior parte degli edifici medievali sia stato costruito sopra una struttura più antica. Anche il Castello normanno svevo si appoggia sulle fondamenta di una fortificazione di epoca romana, con il fossato e le mura più esterne che risalgono all’epoca aragonese ma con il vero e proprio perimetro con i torrioni quadrangolari che appartiene invece ad una serie di edifici a cui difficilmente si pensa. Barium è il nome che gli storici latini diedero all’antico insediamento romano, quello occupato poi dai bizantini che lasciarono le tracce degli imponenti muri che furono la base per la struttura normanna: tra queste tracce di muro alcuni elementi ci forniscono testimonianze preziose su come veniva condotta la vita quotidiana in città. Si tratta di pozzi e un focolare che venivano utilizzati prima di essere ricoperti in epoca normanna.

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Alla fine dell’Ottocento iniziarono i primi scavi nel sottosuolo per scoprire la Bari romana sotto la Basilica di San Sabino, che portarono alla luce resti della struttura paleocristiana ma anche degli edifici realizzati qui dagli antichi romani, tra cui un altare e un frammento di affresco. Un meraviglioso tappeto a mosaico con elementi floreali corrisponde all’ingresso della Basilica del Duecento. Nel cuore della Bari vecchia, sotto Palazzo Simi, è stato ritrovata una piccola abside con tuniche affrescate, appartenente ad una chiesa bizantina che immediatamente sopra è accompagnata dal ritrovamento di un forno utilizzato nel Cinquecento dalle donne baresi. Tra il XI e X secolo per la costruzione degli edifici sacri furono utilizzati materiali di spoglio, strutture recuperate da  monumenti antichi. Come dimostra uno degli angoli più suggestivi della Città Vecchia, quello dove sorge la Chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio di cui oggi sono rimaste le colonne romane con i rispettivi capitelli in parte corinzi e parte dell’antico pavimento musivo a tassello policromi della navata centrale. 
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