Divisa in due dalla Senna, l’intellettuale Rive Gauche e la mondana Rive Droite, Parigi è una città da scoprire camminando. 15 chilometri di lungofiume collegati da trentasei ponti e fiancheggiati da una serie incredibile di monumenti (patrimonio dell’umanità dichiarato dall’Unesco) e 1910 metri di Champs-Elysèes, la via trionfale dello shopping con vetrine sempre nuove, la strada più famosa del mondo, tra gallerie, brasserie, atelier, cioccolaterie, grandi magazzini. Questo, tanto per cominciare.

L’intellettuale Rive Gauche è una delle più interessanti da vivere, perdendosi tra le strade eleganti della cultura e dell’arte, da rue du Bac a rue des Saints-Pères, tra gallerie d’arte, brasserie, centri universitari. Bisogna cominciare dal lungo boulevard Saint-Germain des-Près dove è nato l’esistenzialismo e dove sopravvivono stradine e piazzette, con caffé e bistrot, dall’aria ancora provinciale. Di fronte all’omonima chiesa, la più antica di Parigi, si trova il Les Deux Magots, sosta obbligata di tutti gli intellettuali di passaggio nella città. Di fianco compare l’edicola più famosa di Parigi, La Hune, gestita da Madame Goubert la sibilla invocata da tutti i magnati della carta stampata per consulenze di ogni tipo. E’ la libreria dell’arte, della moda e della fotografia per eccellenza. Attraversando rue St-Benoit si arriva al famoso Cafè de Flore, datato 1890, dove si incontravano Sartre e Simone de Beauvoir, Cocteau e Genet e, nel dopoguerra, Picasso che ne ha consacrato definitivamente la fama, insieme alla cantante Juliette Gréco. Sulla stessa via, La Bilboquet, santuario del jazz dal 1947 scelto spesso per le loro serate private da Liza Minnelli e David Bowie.

Piacevole camminare respirando l’aria di una certa nobiltà, tra turisti incantati davanti alle vetrine generose della brasserie Lipp (quella descritta da Hemingway in Festa mobile e quella dove pranzavano i presidenti francesi Francois Mitterand e George Pompidou), che scrutano l’interno elegante e affrescato forse per scovare qualche volto noto del cinema o della politica. Tempio dell’arte e della moda è invece rue de Seine dove si trova la Chapelle des Petite Augustins nell’Ecole des Beaux-Arts, dove sono raccolte le copie delle statue più famose del mondo.

Ma la Rive Gauche non è solo Saint-Germain. La parte finale del boulevard è compresa all’interno del Quartiere Latino, la “cittadella” degli studi. Il nome di questa storica zona parigina risale al XIII secolo quando, nelle aule dell’università Sorbonne qui ospitata, si imparava il latino, lingua ufficiale fino alla Rivoluzione. La maestosità della struttura, simbolo del sapere più illustre, si affianca a quella del prestigioso Lycée Luois le Grand, che tra i suoi banchi ha visto Molière, Robespierre, Gugo, Baudelaire e dove insegnò anche Sartre.

Via vai di studenti e studiosi, docenti e letterati, le strade del Quartiere latino aprono il sipario su scene di vita giovanile, fervida e vibrante, condensata sulle panchine della piazza della Sorbona, ai tavoli della Brasserie Balzar o attorno alla fontana di piazza St-Michel. Da questa piazza si può salire fino al bellissimo Panthéon dove sono sepolti Victor Hugo e altri grandi personaggi della storia francese. E’ difficile appuntare tutti i riferimenti, culturali e storici, che spuntano ad ogni angolo di questo quartiere. C’è la chiesa di St-Julien-le-Pauvre dove sostava in preghiera Dante nei suoi ritiri parigini, vicino a rue de la Harpe, una strada piena di bistrot e brasserie dove perdersi davvero senza badare al tempo che passa.