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Charley Thompson, a cavallo nello Stato dei castori

Parte dall'Oregon il lungo viaggio presentato in Concorso alla scorsa Mostra di Venezia.

Teodora
On the Road, again. Ma stavolta non si attraversa la Francia più gaudenteil Medio Oriente del Viaggio da paura di qualche tempo fa… L'avventura di Charley Thompson, nel film di Andrew Haigh, può contare su un elemento unico, capace di rinnovare anche la visione di location già ammirate in altri casi - anche se non molto di frequente sul grande schermo - come quelle del Beaver State (ex Pacific Wonderland e Webfoot State), l'Oregon.

Tratto dal romanzo La ballata di Charley Thompson di Willy Vlautin (edito in Italia da Mondadori), infatti, il film narra le vicende del giovane Charley, abbandonato dalla madre e cresciuto da un padre disattento e sempre nei guai. I due cercano un nuovo inizio a Portland, in Oregon, ma presto Charley dovrà rimettersi in viaggio, stavolta da solo, attraverso l’America profonda: sarà l’amicizia con un vecchio cavallo da corsa, Lean on Pete, a ridargli la speranza in un futuro migliore.

"Ho soggiornato nei motel descritti nel libro”, - ricorda il regista inglese, che ha attraversato Oregon, Idaho, Wyoming, Utah e Colorado, visitando le fiere locali più sperdute e guardando le corse dei cavalli, mentre si immergeva nelle culture regionali dell’America profonda. - E ho dormito nei campeggi, mangiato chili in lattina e scattato innumerevoli fotografie. È assurdo pensare che avrei mai potuto sperimentare quanto accade a Charley nel suo epico percorso, ma passare tre mesi sulla strada mi ha dato almeno un’idea del mondo che Willy racconta nei suoi romanzi".

E quell'idea si ritrova sullo schermo, in un intenso e appassionante road movie che gli spettatori dell'ultima Mostra di Venezia hanno già potuto godere, acclamando il protagonista Charlie Plummer (insieme alle due icone del cinema indipendente Steve Buscemi e Chloë Sevigny) vincitore del Premio Mastroianni come attore rivelazione del Festival. Un colpo d'occhio che deve molto - dichiaratamente - ai fotografi realisti William Eggleston, Steven Shore e Joel Sternfeld o a classici come Città amara di John Huston, The Master di Paul Thomas Anderson e Paris, Texas di Wim Wenders.

Che deve molto anche ai panorami di Portland e dintorni (vedi il circuito Portland Meadows o un ranch di famiglia a Molalla) - dove il film è stato girato nell’estate del 2016, tra il 13 agosto e il 10 settembre - e delle montagne intorno a Mount Hood, ma soprattutto alla zona desertica della frazione di Burns, sempre in Oregon, la vicina Hines e il quartiere fieristico della contea di Harney. Grandi spazi aperti che han fatto parlare Richard Lawson, critico di Vanity Fair, di "una serie abbagliante di paesaggi solitari e pittoreschi nei deserti della macchia dell'Oregon orientale e dell'Idaho".
 
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