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Namibia: tra le dune rivive la Mummia di Tom Cruise 

L'enorme deserto tra Angola e Sudafica scelto per il reboot del cult horror che inaugura il Dark Universe.

Universal Pictures
Immortale per nascita, la Mummia cui nel 1932 diede vita il leggendario Boris Karloff è senza dubbio uno dei personaggi più sfruttati e raccontati al cinema. E dalle variazioni di Lon Chaney Jr. e la parodia di Gianni e Pinotto (Abbott and Costello) fino alla Horror Series della Hammer e i reboot affidati a Stephen Sommers e Brendan Fraser (spinoff del Re Scorpione compresi) il risveglio del faraone maledetto Imhotep ha spesso approfittato di location statunitensi (Arizona e California in primis) o più lontane (Marocco). Oggi, invece, per La Mummia di Alex Kurtzman e Tom Cruise - con cui si inaugura il Dark Universe della Universal -  ci si è spinti oltre. fino all'affascinante Deserto del Namib, dal 2013 Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Una versione ancor più spettacolare del solito e completamente rivisitata di un mito che ha stregato le culture di tutto il mondo sin dall'inizio dell'umanità. Stavolta 'La Mummia' è quella di una antica regina (Sofia Boutella di Kingsman - Secret Service e Star Trek Beyond) creduta sepolta in una cripta in profondità sotto un deserto che non perdona. Ma quando Ahmanet si risveglia, dopo esser stata crudelmente privata del proprio destino, con lei si abbatte sul nostro mondo una malvagità cresciuta nel corso dei millenni e orrori che sfidano la comprensione umana proveniendo direttamente dalle vaste sabbie del Medio Oriente per arrivare ai labirinti nascosti sotto l'odierna Londra.

Un mondo di meraviglie ed emozioni che inaugura un nuovo universo di dei e mostri, e la cui costruzione ha preso le mosse il 3 aprile 2016 dalle parti di Oxford e nel Surrey (presso Waverley Abbey e nella Winterfold Forest), location principali - insieme alla capitale britannica, ovviamente - di un flim che non avrebbe avuto senso senza le due settimane di riprese svoltesi nell'ecoregione desertica della Namibia, tra Angola e Repubblica Sudafricana, nell'estate dello stesso anno.

Nulla a che vedere con i pur incredibili Deserto del Mojave e Red Rock Canyon originari, in fondo poco adatti a fare le veci delle distese irachene necessarie alla storia. E così a partire dall'ultima settimana di luglio (ma Tom Cruise era stato avvistato a bordo di un elicottero già mercoledì 20, dopo esser atterrato all'aeroporto di Walvis Bay) anche Russell Crowe e compagnia si sono trasferiti sulle stesse sabbie utilizzate da Mad Max: Fury Road, Il volo della fenice, Beyond Borders - Amore senza confini, 10.000 AC, Samsara e documentari vari. Come dimostrano le foto pubblicate su Instagram da Sofia Boutella prima e da Annabelle Wallis poi, innamorata dei panorami di Swakopmund, sulla costa.

"La Namibia ci ha accolti a braccia aperte - ha commentato il produttore Sean Daniel, intervistato da The Namibian. - E solo grazie al duro lavoro delle maestranze locali e della calda ospitalità ricevuta da tutta la comunità siamo riusciti a fare il nostro lavoro. Grazie a tutti quanti hanno collaborato a rendere realtà il nostro sogno di girare qui. Siamo orgogliosi di poter mostrare gli scenari mozzafiato del Paese nel nostro film". Che oltre a Walvis Bay e Swakopmund ha toccato circa una decina di altre località - stando a quanto dichiarato dalla publicist di Universal Claire Raskind, 'on site' per almeno due mesi prima dell'inizio della lavorazione proprio per questo motivo - a partire dalla Regione che prende nome dai Monti Erongo (e che comprende anche i distretti di Omaruru e Karibib oltre ai suddetti) e la Rössing mountain (dove venne installato un 'campo base' per camion e rimorchi grande quasi quanto una piccola cittadina).
 
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