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Parigi e dintorni, palcoscenico di Elle

Il film di Paul Verhoeven con Isabelle Huppert

Lucky Red
Siamo abituati a film ambientati nella campagna francese o a parlare delle periferie parigine in termini di banlieue problematiche e conflitti sociali, ma quanto un autore come Paul Verhoeven sceglie come protagonista una diva transalpina come Isabelle Huppert per portarci ai bordi di Parigi per una storia come quella raccontata in Elle ci si accorge che un'altro punto di vista è possibile su un mondo tanto sotto gli occhi di tutti quanto sconosciuto ai più... Dieci settimane di riprese, cinque delle quali particolarmente difficili, in una villetta nel dipartimento degli Yvelines, nella regione dell'Île-de-France, sono state necessarie per realizzare questa piccola perla, nata dall'adattamento del romanzo "Oh…" di Philippe Djian.

Nel film, Michèle (Isabelle Huppert) è una di quelle donne che niente sembra poter turbare. A capo di una grande società di videogiochi, gestisce gli affari come le sue relazioni sentimentali: con il pugno di ferro. Ma la sua vita cambia improvvisamente quando viene aggredita in casa da un misterioso sconosciuto. Imperturbabile, Michèle cerca di rintracciarlo. Una volta trovato, tra loro si stabilisce uno strano gioco. Un gioco che potrebbe sfuggire loro di mano da un momento all'altro… Un gioco che ha trovato nelle strade private del piccolo comune francese di Saint-Germain-en-Laye la location ideale.

Inizialmente, però, l'idea era stata quella di girarlo negli Stati Uniti… "Da qui la scelta di uno sceneggiatore americano (il David Birke di 13 peccati, ndr), con la prospettiva di spostare la storia da Parigi a Boston o Chicago. E con un cast tutto americani - racconta il regista. - Ma dal punto di vista finanziario, e anche artistico era complicato: ci siamo accorti che nessuna attrice americana avrebbe accettato di recitare in un film così amorale. Perciò dopo sei mesi il produttore Saïd Ben Saïd mi ha detto: Perché ci stiamo battendo per fare questo film negli Usa? È un romanzo francese. Siamo davvero stupidi!… Aveva ragione. Con il senno di poi mi rendo conto che non avrei mai potuto realizzare negli Stati Uniti questo film con la stessa autenticità".

Ma se il mese più intenso di riprese si è svolto tra l'11bis di Rue Charles Rhôné (dove è la villa scovata dal direttore della fotografia Stéphane Fontaine) e il Parco del Castello per cui Saint-Germain-en-Laye è principalmente nota, la possibilità di sfruttare i set naturali di Parigi ha fatto davvero bene al cineasta olandese, che confessò: "Prima di andare in Francia a girare il film ho avuto delle terribili emicranie, e il mio medico non capiva perché. Dal momento in cui mi sono trasferito davvero a Parigi e ho cominciato a lavorare al film, tutto è sparito!".

Certo, per questioni di opportunità (in seguito alla strage di Charlie Hebdo), una scena prevista in una stazione di polizia venne annullata, ma la celebre Ville Lumiere è riconoscibilissima in molti momenti del film: nel ristorante sull'acqua di Port de Montebello e il Fast Food dove lavora Vincent in Rue Soufflot (entrambi nel quinto arrondissement), nell'iconica Notre Dame e quando Michèle e Richard si incontrano nel posteggio di Rue de Beaujolais (nel primo), oltre - ovviamente - per quanto riguarda le immagini del cimitero di Père-Lachaise in rue Repos 16, il più grande 'intra muros' della città e uno dei più famosi al mondo, per i tanti personaggi storici e artisti che vi riposano.

 
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