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La signora dello zoo di Varsavia rivive vicino Praga

Su set a Josefov, città fortezza in gran parte abbandonata a due ore dalla capitale della Repubblica Ceca.

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Le nuove frontiere del turismo europeo ci portano sempre più spesso nell'Est a lungo dimenticato o sottovalutato. L'Ungheria di Budapest non ha mai smesso di attirare viaggiatori, ma anche di porsi come realtà credibile per le tante produzioni cinematografiche - anche di Oltreoceano (da The Martian di Ridley Scott a Die Hard, fino allo Spy di cui dicemmo o gli insospettabili Blade Runner e Atomica Bionda) - che scelgono certi Studi e location per incentivi fiscali, panorami versatili e tecnici esperti. Nulla da invidiare, però, hanno i Carpazi tutti, dalla Romania alla Polonia, che insieme alla Repubblica Ceca troviamo al centro della vicenda raccontata dal libro di Diane Ackerman del 2007 portato sul grande schermo da Niki Caro in La signora dello zoo di Varsavia.

Un film scritto e diretto da donne che, interpretato da Jessica Chastain, racconta la storia di un’eroina poco nota alla grande storia durante la brutale invasione nazista della Polonia nel 1939. Nella città di Varsavia, ripetutamente bombardata, Antonina e suo marito il dottor Jan ?abi?ski (Johan Heldenbergh), custode dello zoo della città, dopo la distruzione dello zoo, si ritrovano da soli a salvare i pochi animali sopravvissuti. Sgomenti per ciò che sta accadendo al loro amato paese, la coppia deve anche sottostare alle nuove politiche di allevamento del nuovo capo zoologo nominato dal Reich: Lutz Heck (Daniel Brühl). Ma quando la violenza nazista arriva all’apice e inizia la persecuzione degli ebrei, i due coniugi decidono che non possono restare a guardare e cominciano in segreto a collaborare con la Resistenza, intuendo che le gabbie e le gallerie sotterranee dello zoo, possono ora servire a proteggere in segreto delle vite umane.


Amante degli animali fin dall’infanzia, propio la Chastain ha approfittato al meglio dell’opportunità, arrivando a trascorre molto tempo della sua lunga preparazione con i direttori dello zoo di Brooklyn. Ma non nello Stato di New York si è svolta la lavorazione del film, bensì nei pressi di Praga, dove è stato ricostruito lo zoo di Varsavia, attiguo alla casa della famiglia, una villa bauhaus, come racconta la regista parlando dello scouting della scenografa Suzie Davies: "Suzie era andata in ricognizione a Praga prima di me, così mi ha portata in un parco divertimenti da tempo in disuso, dicendomi 'Penso che qui potremmo costruire uno zoo'. Era un’idea audace e ho subito visto che era perfetto. Così abbiamo letteralmente costruito il nostro zoo".

"Era un parcheggio ed è diventato uno spazio da favola, è incredibile!" ha commentato Michael McElhatton (Jerzyk, nel film) lo sforzo prodotto dall’arredatrice di set. "Hanno dovuto creare uno zoo in cui fosse possibile girare, che funzionasse per diversi mesi di riprese e che fosse sostenibile rispetto ai cambiamenti di stagione - ricorda la stessa Charlotte Watts. - È per questo motivo che c’erano componenti provenienti da zoo diversi, pur rimanendo quello di Varsavia il riferimento centrale. Lo zoo di Varsavia aveva un viale principale centrale che abbiamo ricreato, anche se la nostra era circa un ottavo di quello vero. La sfida più grande su La signora dello zoo di Varsavia è stata costruire lo zoo in cinque settimane durante l’estate".

La vera villa della famiglia ?abi?ski, ancora oggi esistente (e in parte adibita a museo) è stata presa come riferimento. Per l'esterno o per la camera da letto di Jan e Antonina, in realtà ricreata sul posto, mentre le riprese delle altre stanze sono state realizzate nei teatri di posa dello studio. Uno sforzo notevole, reso possibile dalla collaborazione dei professionisti locali e dalla disponibilità della città fortezza d Josefov in gran parte abbandonata, a due ore circa da Praga, dove sono stati ricreati 4 chilometri quadrati del ghetto di Varsavia. "La città, con il supporto totale della film commission ceca, ci ha concesso di realizzare immagini incredibili con ambientazioni reali -  ci tiene a sottolineare la produttrice Kim Zubick. - I membri della troupe e i figuranti cechi sono stati fondamentali per realizzare quello che Niki aveva in mente per il film. È stato emozionante avere nuovi colleghi che mettevano a disposizione le loro competenze per supportare un progetto che vivevamo da così tanto tempo. Siamo riusciti a bloccare le strade, trasformate in modo che sembrasse Varsavia, e qui abbiamo poi liberato una serie di animali selvatici, c’erano tigri, canguri…". "Le giornate di riprese del ghetto sono state fra le più impegnative che abbia mai avuto su un set - le fa eco il suo collega Jamie Patricof, in conclusione. - Suzie e la sua squadra avevano fatto un lavoro così straordinario che sembrava ci avessero trasportati nel ghetto vero. Ci sono stati giorni in cui molti di noi, vedendo la messa in scena di gente che moriva con il ghetto in fiamme, sono scoppiati in lacrime".
 
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