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Monaco location film Simon Verhoeven Benvenuto in Germania

La Monaco di Simon Verhoeven ci dà il Benvenuto in Germania!

Figlio d'arte e bavarese di nascita, il quarantacinquenne regista sceglie le strade di casa per dirigere la madre in una divertente commedia sociale.

Cineama
Molta della Berlino vista con Charlize Theron in Atomica Bionda era in realtà ricostruita a Budapest, e per tornare a scavare nelle ambientazioni tedesche di film recenti dovremmo risalire al thriller diretto da Gore Verbinski, La cura dal benessere, che ci aveva portato tra Stoccarda e il Brandeburgo. È con particolare piacere - e coerenza narrativa - che facciamo un salto a Monaco di Baviera approfittando dell'avventura del protagonista di Benvenuto in Germania! del figlio d'arte Simon Verhoeven (la madre è Senta Berger, il padre il regista Michael Verhoeven, figlio di Paul), definito "la migliore commedia tedesca dell’anno".

Angelika, una professoressa da poco in pensione, decide, contro il parere dello scettico marito Richard, di ospitare a casa un rifugiato, il giovane nigeriano Diallo, che si trasferisce così nella benestante famiglia Hartmanns. È solo l'inizio di una serie di vicende, complicazioni e momenti esilaranti; di un trambusto che non solo stravolge la vita dei due, ma anche quella dei figli Philip e Sophie, ormai adulti. La sopravvivenza del loro matrimonio e le possibilità di integrazione di Diallo sono messe a dura prova. Ma, nonostante il caos, resta forte la speranza che la famiglia possa ritrovare la propria stabilità, tranquillità e pace... come il resto della Germania.



Che ha molto apprezzato - visti gli oltre 4 milioni di spettatori che hanno incoronato la commedia come il film tedesco più visto in Germania nel 2016 - la spensierata leggerezza con cui è stato affrontato il tema delle ondate di profughi immigrati nel Paese. E in particolare nella Capitale della Baviera, Monaco (o München, per i locali), dove si sono svolte le riprese tra il 3 maggio e il 4 luglio di quello stesso anno.

"Adoro Monaco - ha dichiarato Eric Kabongo, attore belga di origine congolese che interpreta proprio Diallo, - sembra un grande villaggio, piuttosto diverso da Berlino". Un grande amore per il musicista hip hop che ha dovuto studiare anche la lingua oltre al suo personaggio: "Ho avuto solo un mese tra il casting e le riprese, ogni giorno avevo un insegnante sul set, ma ho anche imparato molto dai miei colleghi".

Centro e snodo essenziale della storia è naturalmente la casa degli Hartmann, una villa situata nel sobborgo meridionale di Monaco di Harlaching nella quale i proprietari hanno permesso alla troupe di trasferirsi per alcune settimane… e di modificare il giardino per necessità tecniche. Il rifugio dei profughi è invece stato realizzato in una scuola a nord di Monaco, talmente simile a un vero rifugio da offrire un notevole contrasto con l'idilliaco panorama suburbano circostante. Nei pressi del fiume Isar, che scorre attraverso la città, è anche il posto di lavoro di Richard: una clinica di Thalkirchen dalle incredibili architetture.

La clinica di bellezza del Dr. Heinrich (interpretato da Uwe Ochsenknecht) è stata ricavata da uno spazio precedentemente inaccessibile al pubblico vicino al Museo BMW, e all'edificio commerciale utilizzato per la sala conferenze di Shanghai. Nello splendido auditorium della Ludwig-Maximilians-Universität e nella sua sala principale si svolgono i seminari di Sophie, in un'agenzia di collocamento di Monaco di Baviera è lo psichiatria da cui si reca Philip, mentre i fantastici interni del bar-ristorante Heart si sono prestati per alcune scene più animate, come d'altronde i tetti del Flushing Meadows del quartiere di Glockenbach, a un passo dall'Isarauen del parco-spiaggia di Flaucher, dove si incontra il gruppo dello jogging.

Panorami vari che corrispondono a una "situazione è confusa e complessa", come la definisce il regista, che ci tiene a spiegare: "Il mio film non è certo una favola, né una commedia cinica e anti yes we can, anche se alcune persone forse desiderano questo ritratto in bianco e nero. La Germania, così come l'Europa, è nel mezzo di una trasformazione drastica mai vissuta fino ad ora. Le persone stanno discutendo animatamente, adeguando e rivedendo prospettive e punti di vista. E questa confusione, questa incertezza, questa volatilità sono terreno fertile per la commedia".
 
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