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It Follows, l'horror imperversa a Detroit e dintorni

David Robert Mitchell approfitta delle location a lui più care per un film che continua a far parlare di sé

Koch Media
A lungo la città di Detroit è stata uno dei motori degli Stati Uniti, nell'economia e nello sport; anche per questo l'esser diventata famosa nel 2013 come la città costretta a dichiarare la più grande bancarotta nella storia delle città statunitensi ha incrinato il mito, e affossato la sua immagine. In questo senso il capoluogo della contea di Wayne sembrerebbe l'ambientazione ideale per un film horror come l'It Follows di David Robert Mitchell. Se non fosse che c'è di più…

Molto di più visto che, come spesso accade, a quel crollo è corrisposta poi una incredibile risalita e a un rilancio che ancora continua (e non solo per l'apertura di ben tre casinò) e che ne fa una città ancora più interessante. Nel film del regista di casa (Mitchell è nato a Clawson, comune appartenente alla Contea di Oakland, nell'area metropolitana di Detroit) c'è molto di questa rinascita. Anche proprio nel suo esser stato realizzato proprio nel 2013 per arrivare a noi come uno dei film di genere più interessanti visti negli ultimi anni.

La storia della diciannovenne Jay, perseguitata da una inquietante scia mortale dopo un'avventura sessuale meno innocente di quanto pensato, è stata l'occasione perfetta per il regista per allargare il suo sguardo a raccontarci un Michigan che difficilmente potremmo conoscere… "Il parco nel quale la protagonista corre - racconta Mitchell, - è il parco vicino alla casa dove vivevo da bambino. Ho scritto il film come se accadesse lì. Ho pensato che era come lo immaginavo e che volevo girare lì". Lì nei sobborghi della città, resi più sinistri di quanto siano o di Detroit stessa e decisamente rappresentati in una maniera quasi anacronistica rispetto a quel che sono oggi.

In questo ha avuto un ruolo importante la capacità e la volontà di David Robert Mitchell di dare una veste fortemente estetizzata ai propri ricordi, finendo con il costruirne una rappresentazione quasi onirica fortemente influenzata - per sua stessa ammissione - da alcuni grandi maestri del brivido, da George Romero a John Carpenter. Per chi invece del 'sogno' preferisse confrontarsi con la realtà, e magari inseguire - da lontano - l'onda lunga assassina mostrata dal film, sarà possibile prevedere degli itinerari attraverso la città (dal Redford Theatre e l'High Lift Building alla University of Detroit e il Packard Plant) o nei dintorni (dalla Clawson High School al Psychiatric Hospital di Northville, dalla casa di Jay Heights di Trafalgar Way in Sterling Heights a Clark's Ice Cream and Yogurt di Berkley o il Jaycee Park di Troy dove si trova il cortile di Hugh), fino ad esplorare la circostante - quanto affascinante - regione dei grandi laghi americani.
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