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Gli eroi DC amano l'Islanda

Jason Momoa ci accoglie nel paesino sperduto ai confini del mondo, unico accesso allo scomparso Regno di Atlantide.

WB
New York la fa da padrona, in genere, nei Cinecomic della Marvel. E, per quanto siano variegate le location sfruttate dai vari Avenger, Captain America, Iron Man e Thor era stata la gita a Berlino - condivisa con il giovane Spider-man - a fare un certo scalpore. In attesa di scoprire di più sulle foreste africane (in realtà le riprese si sono svolte tra le cascate di Iguazú e Busan in Corea del Sud) del prossimo Black Panther, approfittiamo della concorrenza per conoscere meglio un set davvero originale: l'Islanda, teatro di alcune delle scene più affascinanti del Justice League di Zack Snyder con cui la DC Comics ha messo in campo i propri pezzi da novanta.

Nel film, spinto dalla sua rinnovata fiducia nell’umanità e ispirato dall’atto altruistico di Superman, Bruce Wayne richiede l’aiuto della sua nuova alleata, Diana Prince, per affrontare un nemico ancora più grande. Insieme, Batman e Wonder Woman lavorano rapidamente alla ricerca di un team di metaumani per contrastare una nuova minaccia appena sopraggiunta, quella di Steppenwolf e dei suoi Parademoni. Ma nonostante la formazione di una lega di eroi composta da Batman, Wonder Woman, Aquaman, Cyborg e The Flash potrebbe essere già tardi per salvare il pianeta da un attacco di proporzioni catastrofiche.

Facile riconoscere la South Bank londinese, l'imponente Shard di Renzo Piano e il classico Tower Bridge - di certo più del British Museum di Bloomsbury - nelle scene ambientate nella Capitale del Regno Unito, ma in molti ci siamo chiesti dove la produzione avesse scovato il paesino di pescatori frequentato da Aquaman/Jason Momoa, e dove questi viene reclutato dall'Uomo Pipistrello. Una cornice impossibile da ricreare nei Leavesden studios della Warner Bros o negli enormi hangar dei Cardington Studios del Bedfordshire, né da trovare dalle parti di Southill Park, nel Bedfordshire, sede del maestoso Wayne Manor… e per la quale ci si è dovuto spingere ancora più a nord di quanto fatto per Fast & Furious 8 (girato anche a Akranes e Mývatn), sempe in Islanda.

Il prescelto è stato il piccolo villaggio di Djúpavík, nella remota regione nordoccidentale del Westfjords, una zona suggestiva, circondata da spettacolari scenari naturali dove tra ottobre e novembre circa 200 persone si sono spostate per la conclusione delle riprese. Non senza difficoltà, vista la presenza di un solo hotel di quattordici piccole stanze (l'Hótel Djúpavík di Ásbjörn Þorgilsson) e la necessità di noleggiare centinaia di camper per formare un vero e proprio nuovo villaggio nel brullo quanto stupendo panorama del paese dove alloggiare - oltre a una nave da crociera ormeggiata nel fiordo - le tante maestranze.

Si sono dovuti usare tre elicotteri per trasportare circa 36 persone, tra cast e troupe, insieme alle attrezzature necessarie, inclusa una gru. Un'esplosione demografica per una località che normalmente conta solo due abitanti (che ovviamente crescono nel periodo estivo) e che ha visto tornare alla vita alcuni ambienti ormai pressoché abbandonati, come lo stabilimento di lavorazione delle aringhe, chiuso circa mezzo secolo fa, ma sempre dotato di una certa magia, come ha confermato il riscontro avuto su Instagram dalle foto pubblicate da Jacie Davis Photography.

 
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