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Famiglia all'improvviso: Londra si trasforma in un parco giochi

A spasso tra gli sfondi più turistici del centro della city e l'arte di strada dell'East London.

lucky red
Curioso come il No se aceptan devoluciones ("non si accettano restituzioni", il film messicano del quale si è 'rubata' la sceneggiatura), poi Demain tout commence ("domani tutto inizia"), in Italia sia diventato Famiglia all'improvviso - Istruzioni non incluse: un spostamento semantico nel titolo del film di Hugo Gélin che riporta nelle noste sale l'Omar Sy di Quasi amici in un ruolo perfetto per lui, quello del seducente, spiritoso e atletico protagonista di una avventura incredibile ambientata in una Londra moderna e diversa, trasformata per l'occasione in un immenso parco giochi.



Tutto inizia quando una sua vecchia fiamma si ripresenta alla porta di Samuel con un regalo molto particolare: una bambina di pochi mesi, Gloria, sua figlia! La vita scapestrata e senza responsabilità del giovane, ben attento a non stringere legami importanti, si trasforma completamente e dal Sud della Francia il neo ragazzo-padre si trova costretto a trasferirsi a Londra sulle tracce della scomparsa Kristin (la Clémence Poésy di Harry Potter e il calice di fuoco e In Bruges). Inizialmente incapace di prendersi cura della piccola, Samuel impara giorno dopo giorno ad essere un buon padre. Otto anni dopo, quando Samuel e la piccola Gloria sono ormai inseparabili e felici, una inaspettata sorpresa cambierà di nuovo le loro vite...

"L'aspetto che mi ha affascinato di più - racconta lo stesso regista, - è lo spostamento dell'azione dal Sud della Francia a Londra. È una città straordinaria, che offre una grande varietà di scenari e che non è particolarmente presente nel cinema francese. L'idea che il contrasto tra il personaggio di Omar Sy e il mondo nel quale è immerso derivasse dalla differenza tra la Costa Azzurra e la capitale inglese mi è subito piaciuta". E aggiunge: "Omar veste i panni di un festaiolo, pieno di gioia di vivere, che si ritrova improvvisamente catapultato in una città in cui piove sempre"

Eppure la Londra nella quale lo vediamo aggirarsi - appena emerso dalla stazione della metropolitana di Charing Cross - è tutto tranne che umida e grigia! Lontano dal centro 'da cartolina' di Piccadilly Circus (dove vediamo uno spaesato Samuel chiedere informazioni) e Trafalgar Square (dalla quale nella realtà siamo distanti, visto che la conversazione con il Bernie di Antoine Bertrand si svolge davanti ai pub The Old Queen's Head e The Kings di Essex Rd, a circa 4 chilometri da lì), della Torre di Londra e lo Shard - per noi 'Scheggia' - di Renzo Piano a Southwark. Che vediamo in lontananza dalla splendida terrazza della casa di Samuel e Gloria, insieme al campanile di St. Botolph, dalle parti di Aldgate High Street.

"L'appartamento che potrebbe sognare un bambino", nelle intenzioni di Gélin, che lo definisce "una specie di parco dei divertimenti in miniatura… con la nave gigante dei Playmobil e il muro di Lego che compone un mappamondo". Un'oasi nell'East London, più vicina alla Old Truman Brewery, semmai. E soprattutto alle zone più ricche di murales e Street Art, come il 'Don't Shoot' di Bambi (a Rivington Street, davanti al Cargo Club) o il 'Lets Adore and Endure Each Other' di Stefan Powers e 'This Great Stage' realizzato per il Fringe 2012 in occasione delle Olimpiadi da Ben Eine.

"Abbiamo girato soprattutto a Shoreditch - ammette e conferma ancora il principale 'responsabile', - un quartiere molto vivace e 'arty' dell'East End. Quando l'ho scoperto, ho pensato di poter mostrare una Londra un po' meno scontata ma molto interessante sul piano visivo, con palazzi magnifici, caminetti, la street art. Volevo che i miei protagonisti fossero immersi in una giungla urbana piena di vita. Si tratta dunque di una Londra abitata da gente improbabile, induisti, skaters con la barba, ecc. È un quartiere cosmopolita e colorato che corrisponde bene al mestiere e al carattere di Samuel. Mi sono anche divertito a filmare i tetti di Londra con la City sullo sfondo. Non conoscevo bene la città e non avevo quindi nessun preconcetto. Ho girato in macchina per centinaia di ore per scovare luoghi interessanti, ma non con la passività di chi conosce bene Londra perché il mio era uno sguardo completamente fresco sulla città".

 
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