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Etiopia quando andare, viaggi e tour Harar, informazioni utili

Etiopia segreta: Harar, 5 cose da sapere prima di partire

E' la quarta città santa dell'Islam e Patrimonio Unesco: scoprire Harar

Etiopia, vicolo della cittÀ di Harar
©iStockphoto
Vicolo di Harar, cittÀ dell'Etiopia
PERCHE’ ANDARE Le cronache dei viaggiatori dell’Ottocento narravano di carovane di migliaia di cammelli che, cariche di merci, partivano dal porto di Berbera sulla costa somala per raggiungere il favoloso emporio di Harar, una città che si trova nella parte orientale dell’Etiopia, l’odierna regione dell’Harari. Si tratta della quarta città santa dell’Islam: vanta la presenza di 82 moschee tre delle quali risalenti al X secolo e di 102 luoghi sacri. E’ celebre per la produzione di caffè e per il fatto che il suo passato vede la presenza di antichi sultanati che avevano compreso la sua grande importanza commerciale. Anche il poeta francese Arthur Rimbaud si lasciò contagiare degli incanti di questo luogo e visse ad Harar commerciando in sete, cotonine, caffè, gomma, profumi, armi, oro e avorio. Dal 2004 è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità Unesco.

DA NON PERDERE La mistica Harar, con le sue mura fortificate, i pittoreschi vicoli, le numerose moschee ed i mercati delle spezie, è la città più affascinante dell’Etiopia e del Corno d’Africa. La principale attrazione è la città stessa, quella dentro le mura, che sono alte 5 metri e che contano 6 porte che ne permettono l’accesso. Anche le case di Harar sono un’attrazione visto l’arredamento caratteristico. La parte vecchia ricorda le città marocchine, con le piccole viuzze che sembrano dei labirinti. Le attrazioni da non perdere sono il mercato Gidir Market dove si può trovare il famoso caffè locale, la tomba dell’emiro Nur, la moschea al Jami, la tomba dello sceicco Abadir, a cui si deve l’introduzione dell’islamismo nella città: la sua tomba è anche il luogo sostitutivo per coloro che non possono recarsi a La Mecca. Ci sono anche la tomba dello sceicco Said Ali Hamdogn e la casa di Rimbaud, oggi adibita a museo. 

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CON CHI ANDARE L’Ethiopian Airlines effettua voli diretti giornalieri da Londra Heathrow ad Addis Abeba: qui ci sono le coincidenza per Dire Dawa da cui si prende un bus che impiega circa un’ora. L’alternativa è quella di effettuare il viaggio in pullman da Addis Abeba ma il tempo di percorrenza si aggira intorno alle nove ore. L’Operatore torinese Il Tucano Viaggi, tra i tour dell’Etiopia , propone l’estensione ad Harar di 3 giorni.  

COSA PORTARE Da novembre a febbraio è il periodo migliore per un viaggio in Etiopia perché è più secco e fresco quasi ovunque. Visitando Addis Abeba, l’altopiano e le zone circostanti bisogna prevedere di vestirsi a strati, con abiti leggeri per il giorno, cappello per il sole ma anche giacca e maglione per la sera. 

CURIOSITA’ Il primo europeo ad entrare in città, a metà Ottocento, fu un esploratore inglese, travestito da arabo. Si chiamava Richard Burton ed appariva come un incrocio tra un monaco benedettino, un crociato e un pirata. Harar era, allora come ora, circondata da mura e sei erano le porte d'ingresso. Burton entrò da quella di Erer dove c'è il mercato del chat, la foglia euforizzante che è il passatempo nazionale.
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