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Birmania tour nel cuore del Buddismo

Viaggio all’insegna del misticismo e dell’equilibrio spirituale per godere dell’immenso patrimonio culturale, architettonico e religioso del Myanmar

Birmania
© Openmindconsulting
Birmania, monaco al tempio
Respirare altre atmosfere, immergersi in una dimensione eterea, lontano dallo stress della vita quotidiana: il Myanmar, ovvero la ex Birmania, al di là delle sue vicende politiche e sociali, è una meta che sta aprendo al turismo occidentale, pur con le dovute precauzioni. Evitando le aree di particolare assembramento si può andare alla scoperta di destinazioni che risanano l’anima.

PERCHE’ ANDARE Chi è in cerca di un equilibrio spirituale sa che un viaggio nel regno del Buddismo è carico di misticismo che permette di respirare a pieni polmoni le atmosfere del mondo orientale: a questo si aggiunge la possibilità di godere dell’incantevole patrimonio culturale, architettonico e religioso del paese.

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DA NON PERDERE Prima di iniziare il tuffo nella spiritualità si può visitare Yangon, l’ex capitale fondata dalla popolazione Mon nell’XI secolo, rimasta tale fino al 2006, anno in cui è diventata Naypyidaw. La metropoli, enigmatica ed affascinante, è comunque rimasta il cuore nevralgico del paese. Quando la luce del giorno diventa più tenue sa regalare suggestioni uniche grazie al panorama ricco di luminose cupole dei templi; si possono ammirare la Pagoda Kyaukhtagyi  costruita nel 1907, al cui interno giace la statua del Buddha morente, solenne scultura lunga 70 metri; la Pagoda di Sule, il cuore spirituale della città e la dorata Pagoda di Shwe Dagon. Heho è una località nota per i coloratissimi mercati e i favolosi paesaggi che introducono alle meraviglie del Lago Inle con la visita della tribù degli Intha, dove agili pescatori riescono a stupire grazie alla loro abilità nel remare con una sola gamba. Merita una sosta la Pagoda Phaung Daw Oo, al Monastero dei Gatti saltanti, costruzione in legno su palafitte dove gatti  ammaestrati compiono salti incredibili. Altra tappa naturalistica è quella al Lago Indein, mentre Mandalay, considerata la capitale religiosa e culturale del Nord della Birmania, con la sua meravigliosa Collina omonima offre una vista panoramica della città e del fiume davvero incredibile, caratterizzata com’è dalle scalinate a spirale e dagli splendidi templi. Il luogo è considerato da secoli una zona sacra, meta di antichi pellegrinaggi, dovuti anche alla leggenda secondo cui fu visitata dal Budda che avrebbe profetizzato la nascita di una grande città a ridosso proprio della collina. Altre mete da non perdere sono la città di Amarapura, il Monastero Mahagandayon dove vivono più di 700 monaci, il Tek ubein, il ponte in legno più lungo del mondo, la maestosa Pagoda incompiuta vittima di un terremoto nel 1838 e la più grande campana esistente al mondo di oltre 90 tonnellate. Bagan, fulcro dell’arte e della cultura birmana, è anche un prezioso sito archeologico.

CON CHI ANDARE Il Tour Operator La Fabbrica dei Sogni propone un tour di 8 giorni/ 7 notti nei luoghi più suggestivi del Myanmar, oppure il pacchetto Risveglio della spiritualità in Myanmar che comprende 7 notti + 5 notti estensione mare a partire da 2750 euro a persona, dal 1 febbraio al 30 aprile 2015. La quota include: voli internazionali dall’Italia, voli domestici in classe economica tasse incluse, tutti i trasferimenti da/per gli aeroporti, 7 pernottamenti negli hotel indicati con prima colazione, i pasti come indicati in ristoranti e hotel, visite con mezzi privati a/c e guide locali parlanti italiano, ingressi ai siti archeologici , 5 notti Ngapali Beach Hotel Amata Resort in camera deluxe BB, materiale informativo e gadgets di viaggio.   

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COSA PORTARE Gli abiti casual abbastanza leggeri non devono però prevedere canottiere e pantaloni troppo corti, perché la Birmania è un paese molto tradizionali e un abbigliamento troppo succinto non è gradito.. Da dicembre a febbraio dal tramonto fa fresco anche nelle località balneari, è quindi consigliata una giacca o una felpa che tornano utili anche per proteggersi dall’aria condizionata sul pullman e nei ristoranti. Nei templi e nell pagode è obbligatorio andare a piedi nudi, senza scarpe nè calze, ed avere un abbigliamento discreto. Risultano sempre utili un paio di sandali tipo infradito, cappello, occhiali da sole, crema solare anche per le gite al Lago Inle ed un costume da bagno. Durante l’inverno, va da dicembre a febbraio, lo stato Shan che comprende le zone del Lago Inle e Pindaya è piuttosto freddo nelle ore serali, notturne e di primo mattino e  la temperatura può scendere anche pochi gradi sopra lo zero: poiché negli hotel non esiste riscaldamento, sono necessari anche una giacca a vento per la visita del lago in barca ed un pigiama pesante per la notte. Non appena il sole brilla alto nel cielo e la temperatura ritorna piacevolmente calda.

CURIOSITA’ Il lago Inle è abitato dall'etnia Intha conosciuta anche come "i figli del lago" e diventata famosa per il curioso modo di remare dei pescatori in piedi sulla barca che utilizzano un solo remo, spinto da una gamba. Qui è nota la coltivazione degli orti galleggianti, fertili ammassi di terreno paludoso e alghe, sui quali gli Intha producono frutta e ortaggi. Il piccolo paese di Nyaung Shwe rappresenta il centro del Lago Inle, sede di un museo e del Palazzo Reale Shan.

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