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Barbados, curiosità della costa occidentale

Alla scoperta di storia, bellezza e punch al rum sul lato ventoso dell'isola

Soggiorni alle Barbados
©sweetfieldmanor.com
Giardino del Sweetfield Manor
La costa occidentale delle Barbados è molto attraente con le sue spiagge di sabbia bianca, le acque turchesi, i ristoranti eleganti. Lo sanno bene sopratutto i visitatori britannici, uno su tutti Simon Cowell, il creatore di X Factor, stregato ormai da anni da questa regione. Qui il vento sibila attraverso le canne di zucchero e il mare scintilla tra le palme. La brezza marina ha scolpito il paesaggio, con alcune palme che ondeggiano ed altre che si sono piegate all’indietro.

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TOUR IN 4X4. Una delle esperienze da non perdere è salire a bordo di un fuoristrada 4x4 per un tour di mezza giornata dell'isola. Il veicolo viene convertito per portare gli ospiti in parti altrimenti inaccessibili dell'isola al di là della capacità di una normale auto a noleggio. Viene svelata presto la selvaggia costa orientale delle Barbados, ricca di baie remote e calette minuscole e tratti di costa collinosa. Mentre nell'entroterra è un tesoro di campi di canna da zucchero, fitte foreste e alberi pieni di scimmie verdi selvatiche, lungo le strade ondulate e silenziose si aprono le campagne punteggiate da graziosi villaggi, zuccherifici in rovina e vecchie chiese in pietra. In caso di piogge, sempre brevi, è prevista una sosta sotto un baldacchino appositamente pensato per non far bagnare i visitatori. 

COSA VEDERE Ci sono negozi di rum dipinti a colori vivaci, ospitati in vecchie case dalle strutture in legno, che hanno una particolarità: sono infatti tradizionalmente appoggiati su blocchi in modo che possano essere facilmente spostati. A Bathsheba enormi rocce calcaree sono sparse  sulla costa: appaiono come grandissimi massi adagiati sulla spiaggia ma sono in realtà formazioni rocciose che si sono staccate da un'antica barriera corallina. La città prende il nome dalla moglie del re David, che faceva il bagno nel latte per mantenere la sua pelle bella e morbida: le schiumose e bianche acque locali, ricche di minerali, sembrano assomigliare al bagno di Bathsheba. Continuando a camminare lungo la scogliera si scorgono gigantesche lastre di roccia che contengono pozze poco profonde a ridosso della costiera. Qua il mare non è troppo adatto per rilassanti nuotate a causa delle forti correnti. Ma il panorama è superlativo con chilometri di ampie spiagge di sabbia incontaminata e suggestive formazioni rocciose. Oltre a visitare le case di piantagioni vale la pena la sosta nell’Abbazia di San Nicola, nella parrocchia di San Pietro a nord dell’isola: si tratta di una delle ultime residenze del XVII secolo nei Caraibi. A Bridgetown da non perdere è il Museo della Sinagoga per apprendere il ruolo fondamentale svolto dalla comunità ebraica dell’isola: gli ebrei sefarditi portarono con loro tecnologia olandese che aiutò ad aumentare la produzione di zucchero.

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DOVE MANGIARE E DORMIRE La brezza gentile accompagna anche le serate massaggiando i volti mentre si gustano le cene a lume di candela a Champers on Rockley Beach, al Cafe Luna e, più a sud, al Little Arches Hotel in Christ Church. Per dormire la guesthouse Sweetfield Manor è un B&B si lusso originato in una casa in legno dipinta di bianco, costruita agli inizi del Novecento da un magnate delle spedizioni danesi. Si trova nell'entroterra della periferia orientale della capitale Bridgetown, su una collina sopra l'area di Garrison Savannah. Ha vista sul mare e pavoni che fanno bella mostra di se tra i prati. C'è una piscina naturale camuffata da rocce e vegetazione tropicale, perfetta per un tuffo. Un elegante salotto ha un tappeto persiano sul pavimento in legno, sedie a dondolo e oggetti d'antiquariato in mogano. Le colazioni di frullati, piatti a base di frutta e uova e pancetta con banane e peperoni dolci, seguite da crêpes alla banana, preparano gli ospiti alle lunghe giornate alla scoperta del ricco patrimonio dell’isola.
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