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Villa Arconati: un capolavoro alle porte di Milano

La dimora è circondata da uno dei giardini storici più belli dell'intera Lombardia

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Courtesy of ©Geobia/Wikipedia CC BY SA 3.0
Giardini di Villa Arconati
Considerato uno dei giardini storici più belli della Lombardia, lo splendido parco che circonda Villa Arconati rappresenta un interessante esempio di giardino all'italiana adornato da splendide installazioni artistiche. Abbandonato a sè stesso alla morte dell'ultima proprietaria Beatrice Crivelli nel 1994, così come la bellissima dimora di cui fa parte, soltanto negli ultimi anni ha potuto riconquistare il suo antico splendore grazie all'impegno della Fondazione Augusto Rancillo che ha intrapreso massicce opere di restauro di tutto il complesso, ancora oggi in corso. C'è tempo ancora fino al 22 ottobre per visitare la villa e i giardini prima della chiusura invernale ed ammirare i numerosi interventi di riqualificazione che lo scorso anno hanno interessato sia gli spazi esterni che le sontuose sale della dimora. Vale la pena, dunque, programmare un piccola gita alle porte di Milano per esplorare questo luogo ricco di storia, di arte e di scenari suggestivi.

Incastonato nel Parco delle Groane, nella frazione milanese di Castellazzo di Bollate, l'intero complesso venne realizzato nel corso del XVII secolo per volere di Galeazzo Arconati che abbellì immediatamente i giardini con numerose installazioni di grande impatto visivo. Tra scalinate, panchine, giochi d'acqua e fontane, il giardino ha rappresentato sin da subito una delle principali attrazioni dell'elegante dimora della famiglia Arconati. Una ricca collezione di vasi di agrumi ed una sequenza di statue che partivano dalla villa per poi perdersi nel folto del bosco adiacente facevano da preludio alle innumerevoli creazioni che Galeazzo realizzò con l'aiuto dell'architetto e pittore milanese Giovanni Ganda, tra le quali si distinguono il Teatro di Diana, dotato di complessi giochi d'acqua, il Tempietto Ionico che ospita l'enorme statua di Pompeo e il Teatro delle Quattro Stagioni, collegato al parterre dalla monumentale Scalinata dei Draghi. I due teatri di Diana e delle Quattro Stagioni, assieme a quello di Andromeda, tutti dotati di ingegnosi sistemi di quinte verdi, rappresentano un'evidente testimonianza della passione della famiglia Arconati per il teatro.

Oltre alle numerosi installazioni artistiche di grande gusto, merita una particolare menzione l'imponente opera di ingegneria idraulica che regola le fontane dall'interno della Torre delle acque, e per la cui realizzazione Galeazzo Arconati trasse ispirazione dagli studi di Leonardo Da Vinci. Alcuni dei giochi d'acqua controllati dal complesso sistema idraulico adornavano la splendida limonaia di recente restauro. Non meno affascinanti le suggestive geometrie realizzate attraverso la potatura delle siepi e degli alberi che rappresentano un interessantissimo esempio di Ars Topiaria, così come la ricca collezione botanica che, per volere della stessa famiglia Arconati, annovera soltanto specie autoctone, tra cui magnifici carpini, faggi e castagni.

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