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Magia e mistero nel Parco dei Mostri di Bomarzo

L'antico Bosco Sacro alle porte di Viterbo cela sculture enigmatiche e surreali

parco dei mostri bonario statura orco
Courtesy of ©Roberto Fogliardi/Wikipedia CC BY SA 3.0
L'Orco del Parco dei Mostri di Bomarzo
Un luogo tanto antico quanto attuale. Un grande bosco che sembra un giardino incantato in cui si incastonano personaggi e storie dal fascino surreale e grottesco in grado di entusiasmare personaggi del calibro Dalì e di Goethe che richiamarono l'attenzione sul sito in un periodo in cui era stato quasi del tutto dimenticato ed abbandonato. Il Bosco Sacro di Bomarzo, noto come Parco dei Mostri, sorge alle porte del borgo di Bomarzo, a una manciata di chilometri da Viterbo ed è uno di quei luoghi in grado di far sognare grandi e piccini trasportandoli in una dimensione senza tempo dove strane figure ed architetture impossibili fanno capolino dal folto di un bosco lussureggiante.

Progettato a metà del XVI secolo dall'architetto Pirro Ligorio per volere del principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino Orsini, che lo dedicò alla moglie Giulia Farnese, il parco, chiamato anche Villa delle Meraviglie, è un tripudio di arte e di natura che garantisce piacevoli ore di evasione a cavallo tra storia e leggenda. Creature mitologiche si alternano a figure mostruose, a personaggi enigmatici e architetture da vertigini che creano una particolare sensazione, quasi destabilizzante, in cui curiosità e meraviglia si fondono alla perfezione. Camminando per il bosco si incontrano draghi, animali esotici, antiche divinità che interagiscono con soggetti misteriosi, com la donna ammantata che si innalza dal guscio di una mastodontica testuggine.

Ogni tappa del viaggio nel Bosco Sacro riserva un sorpresa. Bellissimo l'elefante con la torre in groppa, il pegaso rampante tra gli alberi, il ninfeo ad emiciclo, le imponenti sculture di Nettuno e della Ninfa dormiente, le sirene ed i draghi. Straniante la sensazione che si prova camminando nella casa pendente costruita su un masso inclinato. La costruzione è certamente una delle più improbabili ed allo stesso tempo affascinanti di tutto il Parco il cui simbolo indiscusso è, però certamente il monumentale volto dell'Orco la cui bocca spalancata cela una cavità allestita con tavolo e bancali in pietra.

L'attuale disposizione delle sculture in basalto, con ogni probabilità scolpite da Simone Moschino, non rispecchia, con ogni probabilità, quella delle origini. All'epoca del suo allestimento il Parco contava, probabilmente, ancora più figure andate eprdute nel corso del tempo. I reali motivi della sua realizzazione non sono stati ancora scoperti ma c'è chi ritiene che si trattasse di una sorta di percorso iniziatico. Qualunque significato più o meno nascosto si celi dietro il suo progetto, la Villa delle Meraviglie rimane un luogo dalle suggestioni incantate in cui godere della bellezza di un bosco di conifere e latifoglie di ben tre ettari con un tocco di magia e di mistero.

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