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Liguria, adottiamo una capretta dell'isola Palmaria

L'ENPA ha dato il via alla campagna di adozione delle carpette allontanate dall'isola

Case colorate di Portovenere<br>
©Wikipedia
Portovenere
Adagiata al largo delle coste di  Portovenere, piccolo gioiello del Golfo dei Poeti, Palmaria è l’isola più grande della Liguria, oltre ad essere un meraviglioso scrigno di preziosi tesori naturalistici. Tesori divenuti recentemente oggetto di recupero e valorizzazione mediante la realizzazione di opere volte a rendere l’isola più accessibile per i visitatori nel rispetto del suo complesso e delicato ecosistema e dei suoi paesaggi bellissimi e selvaggi. Da tempo, però, questo ambiente incontaminato è messo a rischio dalla presenza di un centinaio di caprette che vivono libere sul suo territorio. Sebbene possano rivelarsi un incontro piacevole per gli escursionisti che esplorano Palmaria, i simpatici ovini rappresentano un vero e proprio problema per la natura dell’isola. Quando e da chi vi siano state introdotte non è chiaro, ciò che è evidente è il ruolo che hanno nella compromissione del delicato ecosistema di Palmaria, al punto da renderne necessario l’allontanamento.

C’è stato persino chi, in nome della salvaguardia dell’ambiente dell’isola, ha pensato di ricorrere al metodo più cruento per provvedere all’allontanamento delle caprette. E più volte si è paventata la possibilità di procedere in tal senso. Ma grazie all’indignazione suscitata da tale eventualità e grazie all’intervento dell’Ente Nazionale Protezione Animali, il pericolo è stato scongiurato e si è già incominciato a prelverare le incolpevoli caprette dall’isola per sistemarle, momentaneamente, dapprima in un’azienda e, successivamente, nelle varie sedi ENPA in attesa di essere adottate.

Proprio così. L’ENPA, infatti, grazie ai finanziamenti ottenuti tramite crowdfunding, ha dato il via ad una vera e propria campagna di adozione delle simpatiche caprette, grazie alla quale sarà possibile salvare tanto l’isola quanto le sue inconsapevolmente invasive abitanti, nel pieno rispetto della natura in tutte le sue forme ed espressioni. L’appello è rivolto a tutti, dai privati alle fattorie didattiche sino alle aziende agricole, purchè ci si impegni ad offrire alle caprette una sistemazione consona alle loro esigenze e tutte le cure di cui hanno bisogno, e purchè ci si renda disponibili ad essere sottoposti a controlli pre e post adozione attraverso i quali dimostrare tanto l’idoneità della sistemazione, quanto l’intenzione di accogliere la capretta non per scopi alimentari o come animale da reddito, ma come animale da compagnia. Le caprette, infatti, pur essendo ben diverse da un cane o da un gatto, sono comunque docili, vivaci ed affettuose e meritano, come ogni creatura di questo  mondo, di essere tutelate e salvaguardate tanto quanto l’ecosistema da cui sono state allontanate.

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