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orto botanico di napoli 

L'antico Orto Botanico di Napoli dall'animo moderno

Cosa rende speciale il giardino partenopeo ideale da scoprire in primavera

orto botanico napoli natura piante busto statua
Courtesy of Cymbella/Wikipedia Pubblico Dominio
Una veduta dell'Orto Botanico di Napoli
Fondato agli inizi del XIX secolo nel periodo della dominazione francese, l'Orto Botanico di Napoli venne realizzato seguendo un progetto precedentemente concepito da Ferdinando IV di Borbone e mai attuato. Sin dalla sua nascita, questo giardino monumentale rivelava un animo moderno ed innovativo. A differenza di altri orti botanici, infatti, destinati soprattutto alla raccolta e alla cura delle erbe medicinali, quello di Napoli sin da subito si distinse per il suo obbiettivo di voler mostrare e presentare al pubbilico le più importanti specie utili alla salute ma anche all'agricoltura ed all'industria e di occuparsi della loro coltura e del loro sviluppo.

L'aspetto monumentale del bellissimo giardino partenepeo è il frutto del progetto dei due architetti Fazio e Paoletti che lo dotarono della sua importante facciata che venne realizzata in modo da creare una continuità stilistica con l'adicente Albergo dei Poveri, del bel viale perpendicolare ad essa, e di quello ortogonale che conduce sino al Castello, sede dell'Istituto, della caratteristica "Stufa Temperata" cone il suo colonnato dorico e i portelloni che ruotano attorno ai perni centrali.

Nel corso del tempo l'Orto Botanico si è dotato di un numero sempre maggiore di specie fino ad annoverare le attuali 9.000 per un totale di ben 25.000 esemplari distribuiti su una superficie di quasi 12 ettari ed organizzate secondo criteri differenti a seconda delle zone. In particolare nel filiceto, nell’area delle Pinophyta, nel palmeto, nell’agrumeto, nell’area delle Magnoliophyta e nelle piccole zone dedicate a singoli taxon di piante a fiore viene seguito un criterio di organizzazione sistematico. Nelle aree del "deserto", della "spiaggia", della "roccaglia", della "macchia mediterranea" e delle vasche delle piante acquatiche, il criterio di organizzazione seguito è, invece, di natura ecologica. In una interessante sezione sperimentale dedicata alle piante officinali è stato, infine, seguito un criterio di carattere etnobotanico.

Proprio accanto all'area dedicata alle piante officinali, sono stati allestiti due speciali percorsi tematici, uno dedicato ai visitatori non vedenti e l'altro alle più importanti piante citate nella Bibbia. Concludono la visita le sezioni dell'arboreto, la collezione di bulbose, tuberose e rizomatose, ed il vivaio per la realizzazione dei quali non è stato seguito alcuno dei criteri che caratterizzano le altre aree del Giardino.

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