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Garfagnana: discesa nella Grotta del Vento

All'interno del Parco Naturale delle Alpi Apuane una incredibile varietà morfologica da scoprire seguendo l'itinerario di visita più lungo d'Italia per durata

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Courtesy of ©H005/Wikimedia Commons - Pubblico Dominio
Formazioni rocciose nella Grotta del Vento
Si trova in provincia di Lucca, immersa in una delle zone più selvagge della Garfagnana all'interno del Parco Naturale delle Alpi Apuane. La Grotta del Vento è uno di quei siti che colpiscono per le suggestive atmosfere scenografiche che li caratterizzano. Così chiamata per la particolare corrente d'aria che la pervade, dovuta all'escursione termica tra l'esterno e l'interno, dove la temperatura rimane costante a 10,7°, questa splendida cavità è conosciuta sin dal XVII secolo, quando veniva utilizzata per conservare i cibi in modo che si mantenessero più a lungo. Le esplorazioni a scopo di studio sono, invece, cominciate a partire dal XX secolo.

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Ciò che rende davvero speciale questa grotta è la sua incredibile varietà morfologica, che crea una moltitudine di scenari e di sfumature davvero eccezionale. Mentre la si esplora si entra in contatto con numerose formazioni tutte differenti che spaziano dalle gallerie, ai sifoni, alle grandi sale adornate da singolari concrezioni rocciose, alle antiche stalattiti e stalagmiti che emergono dal soffitto e dal pavimento, sino a pittoreschi ruscelli e laghetti e a un pozzo di ben 90 metri di profondità.

La Grotta è aperta tutto l'anno tranne il giorno di Natale, vi si può accedere attraverso l'ingresso turistico situato presso il fondo del Calone di Tarimpello e può essere visitata seguendo tre differenti itinerari che portano alla scoperta dei luoghi più interessanti della cavità. Il primo percorso, il più pianeggiante, ha una lunghezza di 700 metri e richiede circa un'ora di cammino. Si snoda attraverso alcuni vani dalle suggestioni multicolore create dalle numerosi concrezioni calcaree che li adornano. Una volta salita una ripida scala, ci si arrampica sino al Baratro dei Giganti, uno spettacolare tunnel verticale con conformazione a spirale, della profondità di 50 metri.

E' proprio da qui che prende il via il secondo itinerario di visita. Si sviluppa per una lunghezza di 1.500 metri da percorrere in circa due ore, attraversando la Sala delle Voci, dalla particolare risonanza che crea “spaventosi” effetti acustici, la Sala dell'Acheronte, caratterizzata dalla confluenza di tre piccoli corsi d'acqua che formano un fiume sotterraneo che, nei periodi di piogge abbondanti si ingrossa e diventa particolarmente impetuoso, e, sulla via del ritorno, una galleria ricoperta di singolari formazioni grigiastre di limo cementato che prendono l'aspetto di folte foreste.

Il terzo percorso, infine, aggiunge agli altri itinerari un'area della grotta dalle suggestioni tutte particolari, dominata da una grande quantità di concrezioni create dalla nebulizzazione dell'acqua che ricade sulle stalagmiti. Arrampicandosi lungo ripide pareti rocciose si scopre un pozzo profondo 90 metri all'interno del quale scorre un'imponente cascata. Questo itinerario è il più impegnativo di tutti e, con i suoi 2.200 metri di lunghezza, per un totale di circa tre ore di cammino, è il più lungo d'Italia per durata.

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