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Chanousia, magico giardino nel cuore delle Alpi

Sul Colle di Piccolo San Bernardo si coltivano interessanti specie alpine provenienti da tutto il mondo

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Courtesy of ©Rollopack/Wikipedia Pubblico Dominio
Giardino Alpino Chanousia
Nella splendida cornice delle Alpi valdostane e del Colle del Piccolo San Bernardo in particolare, si estende un giardino meraviglioso, perfettamente integrato nel paesaggio montano ed estremamente ricco di specie tipiche della vegetazione d'alta quota. Si tratta del Giardino Alpino Chanousia, un luogo di grande suggestione facilmente raggiungibile da La Thuile, una delle località più amate da turisti e sciatori. Proprio lungo la strada che da La Thuile arriva a La Rosière, in Francia, al confine tra Italia e Savoia, è adagiato questo giardino idilliaco in cui è possibile ammirare le più interessanti specie alpine in un ambiente dal fascino incontaminato.

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Il giardino prende il nome dall'abate Pierre Chanoux, rettore del vicino Ospizio dell'Ordine Mauriziano, che lo fondò nel 1897. Per molti anni Chanousia divenne un importante punto di riferimento per chiunque volesse conoscere, approfondire e studiare le specie alpine provenienti da tutto il mondo. Al culmine del suo splendore il giardino era arrivato ad ospitare ben 4.000 specie differenti. Negli anni '40, però, a causa della guerra e della sua collocazione in un territorio passato alla Francia, il giardino venne abbandonato e molte delle specie coltivate vennero sopraffatte da quelle spontanee. Circa 30 anni dopo, grazie all'interessamento e all'impegno della Société de la Flore Valdôtaine, della Société d’Histoire Naturelle de la Savoie e di diversi botanici, nacque un’Associazione Internazionale deputata alla sua gestione e, nel 1976, vennero intrapresi i lavori di riqualificazione.

Oggi Chanousia si presenta come uno splendido giardino di circa un ettaro di estensione adagiato su substrato siliceo in cui le specie ospitate sono state collocate in una cornice ecologica adatta alle loro esigenze. Percorrendo i vialetti, dunque, si possono ammirare roccere calcaree, morene silicee, torbiera, bordi di ruscelli ed una serie inesauribili di ambienti differenti caratterizzati da una vegetazione rigogliosa raggruppata, nelle collezioni più recenti, in base all'origine geografica, come, ad esempio, la flora locale, quella caucasica, quella dei Pirenei. Non mancano, inoltre, collezioni esposte in base ad un criterio sistematico tra le quali si distinguono la roccera dei Sedum e dei Sempervivum, e quella dei Dianthus. Oggi il giardino annovera circa 1.600 specie di piante alpine in coltura e, grazie al restauro del caratteristico edificio, mette a disposizione dei visitatori un interessante museo che custodisce i ricordi dell'abate Chanoux ed una serie di locali destinati all'accoglienza di studiosi di botanica alpina.

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