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Bordighera: il giardino dei cactus nato su uno scoglio

Il Giardino Esotico Pallanca custodisce una ricca collezione di rarità botaniche

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Courtesy of ©Provenza/Wikipedia Creative Commons CC BY 2.0
Il Giardino Esotico Pallanca
Dove un tempo si ergeva soltanto un liscio scoglio di arenaria, oggi si estende un intero giardino dal fascino esotico che digrada dolcemente terrazza dopo terrazza. Ci troviamo sulla Riviera Ligure, ed in particolare in una piccola insenatura riparata dal Monte Moro, alle porte di Bordighera, ed il giardino è quello Esotico Pallanca sapientemente scavato nella roccia e trasformato in un rigoglioso trionfo di rarità botaniche tra cui spiccano magnifici esemplari di cactacee e succulente. Laddove trionfava l'arenaria è nato un intero giardino che alla sua fondazione nel 1910 da parte di Bartolomeo Pallanca non era che uno stabilimento orticolo-floreale.

A coronamento dei lunghi lavori di ampliamento, riordino e organizzazione tassonomica portati a termine dal nipote Barth, il giardino, nel 1989, ha aperto al pubblico ed oggi si presenta come un vero e proprio punto di riferimento nel settore, tanto da aver contribuito all'allestimento di numerosi giardini botanici europei, primi su tutti il Parco di Barcellona, che sfoggia un ricco settore dedicato alle piante esotiche, e i Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano che sono stati dotati di una sezione esotica. Ma questi giardini sono diventati anche e soprattutto un luogo piacevole e suggestivo per lunghe passeggiate nella natura alla scoperta di piante affascinanti e, spesso, molto rare.

Esplorando il giardino ci si rende immediatamente conto dell'imponente opera di “addomesticamento” della natura che è stata effettuata per la sua realizzazione. Lo scoglio è stato tagliato ed utilizzato per realizzare i muretti a secco che sostengono fasce e terrazze tipiche del paesaggio della Riviera. Piccole tasche di terra scavate nella roccia ospitano piante dalle forme e dai colori sorprendenti. Durante la visita si scoprono specie incredibili che, incastonate nella splendida cornice paesaggistica in cui sorge il giardino, creano un colpo d'occhio davvero unico.

Piante colonnari che raggiungono i 5 metri di altezza, si alternano ad Echinocactus ricoperti di spine dorate che gli sono valse l'appellativo di “barile dorato”, a Ferocactus dagli aculei appuntiti, a Trichocereus dalle splendide fioriture e a minuscoli, quanto rari, Ariocarpus trigonus. Il tutto immerso in un trionfo di euforbie, agavi, papaveri della California , mesembriantemi, bouganville, gazanie e Opuntie. A tutte queste piante che fanno della bellezza la loro arma vincente, se ne aggiunge una che, seppure meno vistosa, si rivela ugualmente preziosa per le sue virtù. Si tratta dell'Aloe vera, nota fin dal XVIII secolo per le sue proprietà curative, tanto da essere soprannominata “pianta delle bruciature” o “pianta del primo soccorso”.

Se una tale moltitudine di piante rare ed esotiche ha potuto crescere e svilupparsi in questo splendido giardino rivierasco è grazie alla cura, alle competenze ed agli studi compiuti dalla famiglia Pallanca, ma anche grazie al clima particolarmente favorevole che caratterizza questa insenatura dove si registrano temperature particolarmente miti anche in inverno, talvolta superiori anche di tre gradi rispetto a quelle di Bordighera. E' noto, infatti, che le cactacee e le piante grasse in genere non tollerino il gelo ed abbiano bisogno di sole e di calore. E questo sembra, dunque, davvero il luogo perfetto per la loro coltivazione.

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