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Arte povera, mostra, anni '70, Ancona

Mostre nelle Marche: a Jesi l'arte degli anni '70

A Palazzo Bisaccioni in mostra l'arte da Sol Lewitt ad Ontani

D'IO
Ufficio Stampa Maria Chiara Salvanelli
Gino de Dominicis - D'IO (cassetta audio), 1971
E' dedicata al decennio che ha cambiato radicalmente il modo di concepire l’arte in Italia la mostra La densità del vuoto. Gli anni ’70 dell’Arte allestita fino al prossimo 24 settembre a  Palazzo Bisaccioni, Jesi (AN). Curata da Giancarlo Bassotti l'iniziativa vuole dare uno spaccato di quelli che sono stati gli anni ’70 nel mondo dell’arte, analizzando il fenomeno dell’arte concettuale attraverso gli artisti che ne hanno fatto parte, dai protagonisti storici del concettuale negli Stati Uniti, agli esponenti dell’Arte Povera fino ad arrivare ad Ontani, con la volontà di rendere lo straordinario fermento di ricerca che ha percorso quegli anni.
 
PERCHÈ ANDARE
 
In mostra nel percorso espositivo le opere dei rappresentanti dell’Arte Povera come Anselmo, Kounellis, Zorio, Pistoletto, Boetti, Calzolari che sfuggono ad una definizione stringente, affrontando poetiche diverse e personali, accomunate però da una tendenza essenzialmente concettuale, che mette in atto il processo della riduzione: dal monocromatismo di Castellani, agli acciai di Pistoletto a Jannis Kounellis e Gilberto Zorio che auspicano attraverso la creazione artistica un incontro tra natura e cultura nella coscienza dell'uomo. Giulio Paolini, propone invece una continua meditazione dell'arte sull'arte basata sul sistema delle immagini, mentre Enrico Prini ha lavorato confrontando le regole della fisica e la singolarità? della visione. A fianco a Sol Lewitt e Joseph Kosuth ci sarà anche Joseph Beuys, altra figura chiave per cui l’arte diviene il mezzo per plasmare la realtà e l’artista è tutt’uno con la sua opera, volendo generare consapevolezza critica nel pubblico e suscitare in ognuno una personale percezione del valore dell’arte.
 
DA NON PERDERE
 
Presenti nel percorso espositivo, gli artisti marchigiani a confermare una delle mission principali della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, ossia la valorizzazione e promozione del territorio. Partendo da Gino De Dominicis, nato ad Ancona nel 1947, e Eliseo Mattiacci, originario di Cagli, c’è Ubaldo Bartolini artista maceratese che sposa l’arte concettuale nella sua prima produzione e Claudio Cintoli trasferitosi nella prima infanzia a Recanati, città in cui tornerà sempre, fino ad arrivare a Pierpaolo Calzolari che vive e lavora tra Fossombrone e Lisbona.
 
La densità del vuoto. Gli anni ’70 dell’Arte
 Fino al 24 settembre 2017
Luogo: Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, Palazzo Bisaccioni, Jesi (AN)
Info: 0731 207523 
Sito: www.fondazionecrj.it
 
 
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