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Carrara, marmo, mostra, Canova

I Maestri del marmo in mostra a Carrara

In un Palazzo Cucchiari accuratamente restaurato, la mostra “Canova e i maestri del marmo” mette in scena le sculture tanto amate dallo zar Nicola I

Amore con due colombi
Monica Zanfini Comunicazione Ufficio Stampa-Eventi
Luigi Bienaimè – Amore con due colombi
S'intitola “Canova e i maestri del marmo. La scuola carrarese dell’Ermitage”, la mostra ospitata al piano nobile di Palazzo Cucchiari, sontuosa residenza ottocentesca opera di Leandro Caselli che espone sedici sculture in marmo provenienti dal Museo dell’Ermitage e sette gessi di proprieta? dell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Si tratta di opere esemplari del gusto collezionistico dello Zar Nicola I, amante della scultura moderna ospitata al Nuovo Ermitage, legate alla Scuola Carrarese e ai suoi maggiori protagonisti.

Perchè andare
Curato da Sergej Androsov e Massimo Bertozzi, il percorso espositivo è segnato dalle sculture di un precursore come Giovanni Antonio Cybei, che fu il primo direttore dell’Accademia di Belle arti di Carrara, di Lorenzo Bartolini, che diresse l’Istituto durante il periodo napoleonico, e di Antonio Canova, che da Carrara ebbe non solo l’importante contributo di un materiale straordinario e unico al mondo ma anche alcuni allievi di eccezione. La mostra segnala soprattutto le diramazioni in Italia e in Europa, degli scultori che a Carrara si sono formati e che poi hanno determinato i nuovi indirizzi della scultura dopo il periodo neoclassico: a cominciare dallo stesso Lorenzo Bartolini a Firenze, Pietro Tenerani, Luigi Bienaime? e Carlo Finelli a Roma, Christian Daniel Rauch a Berlino, la genia dei Triscornia a Pietroburgo, e in certa misura, sulla scia di Benedetto Cacciatori, ancora Carlo Finelli a Milano. Abbracciando un periodo che va dalla fine del Settecento alla metà del secolo successivo, la mostra si concentra in particolare sul passaggio dalla scultura neoclassica a quella verista, sottolineando dunque un cambiamento di stagione preciso, dove si determina il passaggio da uno statuto istituzionale e accademico, anche nell’indicare i modelli e lo stile di riferimento, a una committenza prestigiosa, soprattutto per qualità di gusto, oltre che per fama e disponibilità economica, in grado di avviare il marmo e la scultura a nuove fortune.

Da non perdere
A Carrara tornano quindi sculture prestigiose, apprezzate fin dal loro primo apparire e poi codificate come lo specchio di un’epoca dalla storia dell’arte. È il caso “dell’Orfeo” di Antonio Canova o la “Fiducia in Dio” di Lorenzo Bartolini, la “Psiche svenuta” di Pietro Tenerani, “l’Amore con colombi” di Luigi Bienaime? o “Venere nella conchiglia” di Carlo Finelli. Alle sculture dell’Ermitage si affiancano, i gessi conservati all’Accademia di Carrara, e una copia, fin qui sconosciuta, della “Fiducia in Dio”, conservata all’Istituto d’Arte di Massa, seguendo un percorso che si avvia con uno scultore che fonda una scuola, dove fin da subito si formano artisti destinati loro pure a fare scuola, rilanciando l’attività? delle botteghe e dei laboratori, dove si rinnova l’immanenza quotidiana della più aristocratica fra le materie dell’arte: il marmo di Carrara.

Canova e i maestri del marmo. La scuola carrarese all’Ermitage
Fino al 4 ottobre 2015
Luogo : Fondazione Giorgio Conti- Palazzo Cucchiari, Carrara (MS)
Info: +39.0585.72355
Sito: http://www.canovacarrara.it


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