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Antonio Amore, personale, Oristano

Antonio Amore ritorna ad Oristano

Negli spazi del Marte al via "Sicelides Musae", l'attesa personale sul pittore siciliano 

Tramonto 
© Maurizio Amore
Antonio Amore - Tramonto (trittico)
Inaugura la nuova stagione espositiva del MArte di Oristano "Sicelides Musae" la mostra che a partire da oggi mette in scena alcune importanti opere di Antonio Amore. L'esposizione che celebra il centenario dalla nascita dell'artista scomparso nel 2009, presenta in prevalenza le opere appartenenti al così detto "Periodo Sardo". Ricordiamo infatti che Antonio Amore, nato a Catania nel 1918, ha trascorso la maggior parte della sua esistenza proprio in Sardegna. A partire dal 1964 l'artista si trasterisce stabilmente nell'isola, scegliendo l'isolamento granitico del Mandrolisai, in una località che evoca il nome delle stelle.
 
PERCHE' ANDARE
 
Curata  da MArte sotto la direzione artistica di Flaminia Fanari, "Sicelides Musae" espone circa 20 opere fra pitture e sculture dell'artista scomparso nel 2009. Il percorso espositivo curato da Flaminia Fanari, ripercorre la produzione di Amore dagli anni '60 del Novecento fino al nuovo millennio. Secondo Flaminia Fanari "In sessant'anni di attività, Amore lascia alla Sardegna un'eredità artistica preziosa..... Passando attraverso il realismo, l'espressionismo e il cubo-futurismo - prosegue la curatrice - Amore  avvia un processo di sintesi che investe la figurazione e il colore della mostra Ecce Homo alla Galleria Anthea, con prefazione al catalogo firmata da Renato Guttuso. Nonostante gli anni Ottanta vedano le esplosioni dissacranti degli ironici new dada e pop art,- conclude Fanari- l'espressionismo tragico delle opere mature implode nel sacrificio astratto e verticale della forma pura che dà senso e direzione alle nuove generazioni."
 
DA NON PERDERE
 
Fra le opere del percorso espositivo segnaliamo l'inedito "Mia notte d'agosto sul mare" datato 1990 in cui l'artista regala l'ultimo saluto all'amico poeta Peppetto Pau. E poi ancora "Tramonto" in cui Amore segna tristemente la fine dell'epoca pastorale e dei valori della tradizione e ancora "Siccità" in cui Amore muove ancora dall'uomo solitario per realizzare con la sua ricerca pittorica un modello che lo rende centrale nel suo insieme con tutte le sue contraddizioni. Infine i "Cristi" che per l'artista rimangono comunque una grande fonte di conforto. Nell'ultima fase dell'esistenza di Amore i cristi  hanno, infatti, raggiunto una sintesi verticale di straordinaria purezza, un'insormontabile barriera ideale in opposizione alla forsennata dissoluzione sociale dei nostri tempi. 
 
Sicelides Musae
Dal 19 Gennaio al 28 Febbraio 2018
Luogo: MARTE | spazio espositivo MCasa, Oristano
Info: 345 873 1417
Sito: www.antonioamore.org 
 
 
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