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Casteggio
Casteggio vanta origine antiche: il primo nome le viene attribuito dalle popolazioni liguri galliche che la occuparono, poi diviene famosa come Clastidium al tempo degli antichi Romani. Ne hanno parlato Plinio, Plutarco, Livio,Varrone, Virgilio e poi Petrarca, come testimoniano i reperti archeologici conservati nel Civico Museo Archeologico. Oltre che per la posizione strategica, la città era già a quei tempi famosa per il vino. Cicerone per imbandire la sua tavola si riforniva quasi esclusivamente a Casteggio. E l'arte della vitivinicultura è andata sempre progredendo, fino a i giorni nostri. Basti pensare alle 290 Aziende agricole che lavorano a pieno ritmo. Dopo la caduta di Roma, da avamposto bellico diventa un centro rurale a tutti gli effetti e si fa apprezzare anche per la molitura dei cereali e per il pane. A testimonianza di ciò la zona alta del paese, la più antica, si chiama Pistornile, dal latino "pistor" e "pistrinum". La parte bassa, invece, si apprezza per le sue prospettive ottocentesche e il salotto di piazza Cavour, punto ideale di ritrovo. A Casteggio non mancano monumenti di interesse storico-artistico. La Certosa di Cantù (nella foto) è il vero fulcro della vita culturale; edificata nel 1700 dai monaci seguaci di San Brunone, ospita il Museo Archeologico e la Biblioteca Civica. La Chiesa di San Sebastiano risalente alla fine del '500, custodisce, al centro di un meraviglioso coro ligneo di fine '700, un dipinto del Bibbiena raffigurante San Sebastiano, S. Rocco, la Trinità e la Vergine. Da vedere è la Madonna della Neve, pregevole bassorilievo del tardo '400 che adorna la facciata della casa posta a fianco di palazzo Battanoli, in passato sede della pretura. In piazza Dante c'è la elegante Chiesa parrocchiale del Sacro Cuore(1937-41), in stile piacentiniano, dell'architetto bergamasco Paleni. Il Monumento della famiglia Cignoli è costituito da un basamento in pietra sormontato da una colonna spezzata; una targa bronzea ne ricorda l'eccidio avvenuto nel 1859 ad opera degli austriaci. Di fronte al vecchio Municipio, nel parco delle Rimembranze, spicca con i suoi 18,50 metri di altezza Il Monumento della Vittoria, opera bronzea di Enrico Astorri (1926). Per la sua realizzazione sono stati utilizzati oltre 25 tonnellate di bronzo la cui fusione ha richiesto la creazione di una speciale fonderia, non esistendone a quei tempi altre adatte allo scopo. Sulla stessa piazza si trova l'Osteria Cappel Verde, per una piacevole sosta gastronomica con i sapori della gastronomia locale. Infine, sulla piazzetta del Pistornile, c'è la Chiesa parrocchiale ricostruita ai primi dell'800 dall'architetto Marchesi di Pavia sulla struttura di un collegio cinquecentesco; al suo interno custodisce varie e pregevoli opere d'arte di vari artisti.
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