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Turchia Iznik Storia Archeologia

Turchia, la basilica sommersa che cambiò la Cristianità

A Iznik si svolse il Primo Concilio di Nicea. Nei prossimi mesi, invece, arriverà un incredibile museo

Basilica sommersa di Iznik, Turchia
Hürriyet Daily News
Basilica sommersa di Iznik, Turchia
PERCHE' SE NE PARLA
Scoperte in Turchia, dopo anni di ricerca, le rovine sommerse della basilica romana a tre navate in cui si sarebbe svolto il Primo Concilio di Nicea, il primo appuntamento ecumenico del mondo cristiano. Si tenne nel 325 d.C. nell'antica città di Nicea, un tempo facente parte dell'Impero Romano, e ora conosciuta come Iznik. Durante l'appuntamento organizzato da Costantino I, il primo imperatore che si convertì al cristianesimo, si approfondì la relazione tra Dio e Gesù e si stabilì la data della festività pasquale. La chiesa venne distrutta a causa di un terremoto nel 740 d.C.. E i suoi resti furono inghiottiti dalle acque del lago.

Artefice della scoperta è l'archeologo Mustafa ?ahin dell'Università di Uludag, che per anni ha perlustrato le rive del Lago Iznik. Le rovine, sepolte da un fitto strato di alghe, si trovavano a circa 2-3 metri di profondità e a soli 50 metri dalla riva. Questo luogo, a dire dell'archeologo, diventerà nel 2019 il primo museo subacqueo della Turchia. La struttura includerebbe anche una torre di 20 metri per poter vedere le rovine dalla riva, una passerella sul lago e una stanza sommersa, tutta in vetro, dove i visitatori possono pregare.

PERCHE' ANDARCI  
?znik si trova a 130 km a sud-est di Istanbul, centro dell'omonimo distretto della provincia di Bursa. La città è circondata su tutti i lati da cinque chilometri di mura alte circa 10 metri. Queste sono a loro volta circondate da un doppio fossato, e comprendono oltre 100 torri dislocate in punti diversi. Oggi i punti di accesso alla città, che attraversano le mura, sono tanti, ma tale fortificazione risulta la prima attrattiva turisitica. 

DA NON PERDERE 
Da visitare innanzitutto la porta di Yenisehir, a sud, e la porta di Istanbul a nord. Da vedere anche ciò che rimane della chiesa di Santa Sofia, sede delle sedute del concilio del 787, trasformata in moschea dopo la conquista ottomana e distrutta da un atto vandalico nel 1920, nonché la moschea verde, risalente al 1492.

PERCHE' NON ANDARCI
Non sono rari, in Turchia, attentati terroristici di varia natura. Le Autorità hanno innanzitutto elevato il livello di allerta e rafforzato le misure di sicurezza in tutto il Paese. Ma anche diramato segnali di allerta per possibili attentati contro le infrastrutture di trasporto pubblico e contro luoghi di culto.

COSA NON COMPRARE 
La ceramica di ?znik veniva fabbricata, proprio qui, fra il tardo XV e il XVII secolo. Ed era di grandissimo valore. Oggi si trovano delle imitazioni interessanti, prodotte a Kütahya, circa 200 km a sud di Istanbul. Alcuni articoli valgono il viaggio. Altri, invece, molto meno. Ma sono comunque migliori dei bicchierini per gli shottini.
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