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Himera, il ponte del dolore

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Catania Aggiornato il 16 Aprile 2015
di francesco salvatore cagnazzo
Destinato alla demolizione il viadotto Himera dopo il crollo e i successivi controlli: bellezza e degrado nei dintorni di Catania.

PERCHE’ SE NE PARLA In Sicilia si respira paura e rabbia per il ponte Himera, lungo l’autostrada A19 Palermo-Catania, dove hanno ceduto due piloni, colpiti da una frana staccatasi dalla collina adiacente.  “Purtroppo bisognerà demolire entrambe le carreggiate e non una come si ipotizzava inizialmente”, ha sentenziato il ministro per le infrastrutture, Graziano Delrio, dopo il primo sopralluogo. “Oggi ho firmato il provvedimento per l’istituzione di una commissione d’inchiesta per fare luce sul cedimento del ponte Himera in Sicilia”. Un grande ostacolo che provocherà problemi e disagi in questo bellissimo angolo d’Italia.
 PERCHE’ ANDARCI La forza prorompente dell'Etna, il mare cristallino della costa Ionica, il patrimonio storico e archeologico, il barocco delle chiese e dei palazzi: sono soltanto alcune delle grandi attrattive di questa bellissima terra. Catania sorge sulla costa orientale della Sicilia, ai piedi del vulcano Etna, il monte più alto d'Europa. E offre il suo meglio con i mesi caldi, quando si può godere delle bellissime spiagge  e delle incredibili scogliere.
 DA NON PERDERE La visita del centro storico di Catania è un continuo alternarsi di scenografie barocche ed edifici moderni: su Via Crociferi ci sono cinque chiese appartenenti a questo antico stile, ma non sono da perdere anche Piazza Duomo e le vie Vittorio Emanuele e Garibaldi. E’ soprattutto la sua dimensione greco-romana ad essere particolarmente interessante: il Teatro Romano del II secolo, l'Odeon del III secolo, l'Anfiteatro, le Terme dell'Indirizzo, quelle della Rotonda e quelle Achilliane, alcune strutture termali, edifici funerari ed i resti di un acquedotto.
 PERCHE’ NON ANDARCI Tanta bellezza si alterna anche a tanto degrado. Alcune zone non sono raccomandabili, soprattutto dopo il tramonto, anche se centrali. Bellissima città, per carità, ma per un soggiorno fatevi aiutare, per vitto e alloggio, da qualche autoctono a voi stretto. 
 COSA NON COMPRARE Lavori in ceramica ed in terracotta, in cotto siciliano ed in legno. Anche in pietra lavica, se proprio volete qualcosa di unico. Ma i pupi siciliani no. E neanche i pupazzetti che inneggiano alla mafia. E ne incontrerete tanti… Leggi anche:Sfinci, il Carnevale siciliano prende per la golaCatania: terza tappa per Artisti di Sicilia Sicilia: Ribera, la città delle arance
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