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Calabria: il Parco della Sila diventa una discarica?

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Parco Nazionale della Sila Aggiornato il 09 Giugno 2015
di francesco salvatore cagnazzo
Una grande macchia inquinante e maleodorante a Celico, all'interno dell'area verde, accoglie 300 tonnellate al giorni di rifiuti provenienti dalle altre province

PERCHE' SE NE PARLA Trecento tonnellate di rifiuti, soprattutto indifferenziati, accumulati in un sito di proprietà privata: il Parco Nazionale della Sila "accoglie" la spazzatura di Comuni dove la raccolta differenziata non esiste. "La puzza di 'munnizza' - scrive il Comitato Ambientale Presilano in una nota - è tornata ad aleggiare su Rovito, ma si è estesa all'intera Presila in quanto in quantitativi di rifiuti sversati sono decuplicati e non sono più solo rifiuti di origine organica. Con l'estate alle porte, con l'aumento delle temperature e dei conferimenti, la puzza diventerà sempre più la protagonista assoluta delle nostre vite. I dispositivi regionali hanno fatto della discarica di Celico il centro della spazzatura calabrese e condannato un intero territorio. Neoplasie e tumori sono aumentati in maniera esponenziale mentre le condizioni ambientali sono critiche e quasi irreversibili".
 PERCHE' ANDARCI Il Parco nazionale della Sila è il terzo per ordine cronologico in Calabria, dopo quello del Pollino e dell'Aspromonte. La sede del parco si trova a Lorica, mentre il perimetro coinvolge territorialmente tre delle cinque province calabresi, quelle di Catanzaro, Cosenza e Crotone.Qui si trova uno dei più significativi sistemi di biodiversità in Italia: il simbolo di quest'area è il lupo, e presenta anche una superficie boschiva record, pari a circa l'80% del totale.
 DA NON PERDERE Ad accompagnare i Centri Visita vi sono anche i  Musei Tematici, Multimediali ed Interattivi, quali "Le Foreste della Sila" e "Le Foreste e  l'Uomo"  all'interno del Centro Visite Monaco, e la recente realizzazione di tre ecomusei, Museo dell'Olio di oliva e della Civiltà contadina di Zagarise, Museo dell'Artigianato silano e della Difesa del suolo a Longobucco e il Museo della Civiltà agrosilvopastorale, delle Arti e delle Tradizioni di Albi.
 PERCHE' NON ANDARCI I problemi principali di un Parco, come spesso accade in Italia, sono quelli causati dall'uomo. E quindi non soltanto discariche abusive, ma anche disboscamento per ricavare il legno e i piccoli, ma mai trascurabili, rifiuti dei turisti. Anche per ostacolare queste pratiche vandaliche è stata realizzata un'app che segnala i problemi. Ma, si sa, ci vuole ben altro davanti all'ignoranza di alcune persone.
COSA NON COMPRARE Ortaggi, legumi, patate, funghi, olive e peperoncino, ma anche patate e castagne, con carne di maiale sotto forma di soppressate, capicolli, salsicce, pancetta, lardo, prosciutti: qui il souvenir deve essere rigorosamente gastronomico. Per la vostra pancia, e per quella dei vostri amici.
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