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Lodi Lombardia Natura

A Casalpusterlengo le querce diventano monumenti

Le farnie cambiano casa e diventano simbolo di rispetto per la natura per le nuove generazioni. Ecco cosa vedere in questo bel territorio...

Casalpusterlengo, Lodi 
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Casalpusterlengo 
PERCHE' SE NE PARLA 
Una bella lezione di vita "green" per tutta l'Italia. A Casalpusterlengo, in provincia di Lodi, le farnie, le querce tipiche della bassa pianura alluvionale lombarda, minacciate dai lavori agricoli, diventeranno simbolo di rispetto per la natura per le nuove generazioni. E verranno trapiantate in zone verdi della città. 
 
"L’obiettivo - spiega l'assessore Luca Canova - è di dedicare queste piante ad ogni generazione annuale di bambini nati in città e di far si che un giorno quegli alberi diventino monumentali e rimangano a ricordo delle generazioni dei casalini". Il progetto è quello di avviare dalle zone verdi di Via Pitagora e El Greco al rione Ducatona, fra le vie Parri e Verdi di Zorlesco, nella zona del progetto Sorgenia a Vittadone e di Via Adda.
 
PERCHE' ANDARCI 
Lodi lega le sue origini alla distruzione di Laus Pompeia, raso al suolo dai milanesi nel 1111. Rifondata dall'imperatore Federico Barbarossa, Lodi conobbe un lungo periodo di prosperità fino al Rinascimento. A questo periodo risale il più noto monumento cittadino: il Tempio Civico della Beata Vergine Incoronata, del XV secolo, su disegno di Giovanni Battagio. Sull'elegante Piazza della Vittoria si affaccia la Cattedrale romanico-gotica, risalente al XII secolo. A Lodi sono presenti anche le chiese di San Francesco, in stile romanico gotico, costruita tra il 1280 e il 1290,  e la Basilica di San Bassiano, che affonda le sue radici nel IV secolo.
 
DA NON PERDERE 
Un piccolo approfondimento su Casalpusterlengo, terzo comune più popoloso della provincia, è d'obbligo. Il borgo, di antica origine, fu teatro di numerosi fatti d'arme nei secoli XV e XVI, e al tempo delle conquiste napoleoniche. Dell'antico castello, eretto dai Pusterla, rimane una torre merlata, a due corpi sovrapposti. Al Seicento risalgono la parrocchiale dei SS. Martino e Bartolomeo, del secolo XIV,  con l'organo costruito da Luigi Riccardi nel 1888, e la chiesa di San Bernardino. Il cuore della città è piazza del Popolo. Dove si trovano anche il palazzo del comune e il teatro "Carlo Rossi". Da visitare anche il santuario della Madonna dei Cappuccini. Lungo via Garibaldi, invece, una lapide ricorda il passaggio in città di Giuseppe Garibaldi. Mentre in via Cavour un'iscrizione su palazzo Pedroli rammenta dove dormì Napoleone Bonaparte. 
 
PERCHE’ NON ANDARCI 
Non è una zona squisitamente turistica. Vero. E non c'è neanche una grande comunicazione in merito. Ed è un peccato. Ad ogni modo, se decidete di raggiungere questo territorio, muovetevi in occasione delle mezze stagioni, periodi ideali per visite in bicicletta che, grazie alle piste ciclabili, permettono di coniugare gli aspetti paesaggistici con quelli artistici ed architettonici.
 
COSA NON COMPRARE 
Poca roba da comprare, oltre a quelle anonime magliettine bianche con la scritta I love Lodi. In questa zona, invece, il souvenir è rigorosamente goloso. La sua tradizione gastronomica è prevalentemente caratterizzata dai prodotti caseari. Il più rinomato tra i formaggi locali è il Grana Padano DOP, che nella sua migliore produzione prende il nome di Granone Lodigiano PAT, considerato il padre di tutti i formaggi grana. Altri formaggi tipicamente lodigiani sono il mascarpone PAT e il pannerone PAT. 
 
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