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Sbrisolona, l'antica torta mantovana che si sbriciola

Nata a cavallo tra il '500 e il '600, la ricetta prende il nome dalla sua consistenza friabile

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©fpwing/iStock
Sbrisolona
Irresistibilmente friabile, la sbrisolona è una torta deliziosa da mangiare con le mani che vanta una tradizione plurisecolare ed una ricetta ricca di ingredienti gustosi tra cui farina gialla, burro e mandorle.

LA TRADIZIONE
Dolce e croccante, la sbrisolona è una delle specialità più tipiche della tradizione dolciaria mantovana. Le sue origini, infatti, sono antichissime e risalgono al periodo a cavallo tra il XVI e il XVII secolo quando nella tradizione contadina era particolarmente diffuso l'utlizzo della farina di mais. Questa torta era una ricetta destinata agli eventi importanti, come la nascita di un bambino o una promessa di matrimonio, in occasione dei quali veniva preparata per poi essere conservata a lungo. Una volta giunta alla corte dei Gonzaga, la torta si nobilitò grazie all'introduzione di ingredienti più pregiati come lo zucchero, le spezie e le mandorle.

LA DENOMINAZIONE
Nota anche come "sbrisolina" o "sbrisulada", la sbrisolona prende il nome dallla consistenza granulosa del suo impasto che la rende estremamente friabile al punto da sbriciolarsi quando viene spezzata per essere mangiata. Il termina "brisa", infatti, in dialetto mantovano significa "briciola". E' una delle specialità inserite nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Regione Lombardia.

LE CARATTERISTICHE
La sbrisolona è una torta saporita a base di farina bianca e gialla, burro, zucchero e mandorle. La sue caratteristiche distintive sono la granulosità dell'impasto, dovuto alla consistenza grossolana degli ingredienti, che la rende particolarmente friabile, e la conservabilità. Correttamente incartata, infatti, si mantiene molto a lungo.

LA PRODUZIONE
Nel corso dei secoli la ricetta della sbrisolona ha subito una consistente evoluzione. Se le versioni più antiche, infatti, non prevedevano l'uso di uova, burro o strutto ed utilizzavano nocciole o noci per arricchire l'impasto, nel tempo la lista degli ingredienti si è allungata prevedendo l'aggiunta sia delle uova che del burro e/o dello strutto per favorire la manipolazione dell'impasto e ridurre lievemente la friabilità. L'aggiunta delle mandorle, tipiche delle corti aristocratiche, infine, ha contribuito alla nobilitazione della ricetta.

LA CULTURA
Un tempo la sbrisolona veniva chiamata anche "torta delle tre tazze" perchè prevedeva l'utilizzo in egual misura dei tre ingredienti principali, farina bianca, farina gialla e zucchero, per i quali veniva utilizzata la tazza come unità di misura.

IN CUCINA
La sbrisolona è, oggi, una vera prelibatezza che può essere gustata in ogni momento della giornata, dalla colazione, alla merenda al fine pasto, in occasione del quale viene, generalmente, accompagnata da un bicchirino di grappa. Si sposa alla perfezione anche con vini dolci liquorosi. Tradizione vuole che, per la sua consistenza, la torta non venga tagliata a fette con il coltello ma semplicemente spezzettata cone le mani.

La ricetta: Sbrisolona. Ingredienti: 250 grammi di farina bianca 00, 250 grammi di farina gialla, 250 grammi di zucchero semolato, 150 grammi di burro, 250 grammi di mandorle tritate, 3 tuorli d'uovo, 1 bustina di vanillina.
In una terrina, unite la farina bianca con quella gialla, proseguite con le mandorle tritate, lo zucchero e la vaniglia. Aggiungete il burro, mescolando a pioggia per evitare la nervatura. Otterrete, così, un composto molto granuloso. Ungete una tortiera e versatevi l'impasto. Cuocete in forno caldo (180° C) per 45 minuti circa. (buonalombardia.regione.lombardia.it)

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IL TERRITORIO
Considerata una delle preziose città d'arte italiane, Mantova custodisce numerose e preziose tracce del governo della celebre casata dei Gonzaga, alla quale si devono alcune delle più interessanti opere artistiche ed architettoniche che arricchiscono il centro storico. Primo su tutti il Palazzo Ducale, affrescato da Mantegna, la chiesa di Sant'Andrea, il cui progetto è stato realizzato da Leon Battista Alberti e preziosi capolavori del Tintoretto e di Giulio Romano, uno dei massimi interpreti del manierismo.

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