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Dolomiti Bellunesi: il gusto della Patata di Cesiomaggiore

Nel cuore del Parco Nazionale, il gustoso tubero ha trovato le condizioni climatiche ed ambientali perfette per crescere buono, sano e genuino. 

patate, tuberi, ortaggi<br>
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Patate
Nel cuore del Parco delle Dolomiti Bellunesi, paesaggi, profumi e sapori unici si fondono in un tutt'uno irresistibile che invita i viaggiatori di ogni provenienza a scoprire questo splendido territorio. Gli amanti della buona cucina qui troveranno soltanto l'imbarazzo della scelta di gustose ricette, specialità tradizionali e prodotti tipici tutti da assaggiare tra i quali si annoverano le differenti varietà dell'ottima “Patata di Cesiomaggiore” che prende il nome dalla zona di origine dove ha trovato le condizioni pedoclimatiche ideali per sviluppare caratteristiche di eccellenza.

LA TRADIZIONE Lo sviluppo della coltivazione della patata sulle Dolomiti Bellunesi ed in particolare nel territorio di Cesiomaggiore risale, con ogni probabilità, a circa due secoli fa, quando vennero intrapresi, nelle zone di Feltre e di Belluno, i primi esperimenti di produzione del tubero, all'epoca diventato oggetto di particolare interesse. L'area di Ponte nelle Alpi e di Cesiomaggiore si rivelò particolarmente adatta alla coltura della patata sia per le caratteristiche ambientali che per quelle climatiche. I terreni montani di questa zona del Veneto, situati ad un'altitudine compresa tra 350 e i 600 metri sul livello del mare, la loro fertilità, la buona frequenza e distribuzione delle piogge, l'assenza di nebbia e l'elevata umidità atmosferica consentirono ben presto di ottenere ottimi tuberi dalle eccellenti caratteristiche organolettiche che in poco tempo sono diventati uno dei prodotti più significativi della tradizione agroalimentare delle Dolomiti Bellunesi, al punto da meritare numerosi riconoscimenti per ognuna delle varietà coltivate.

LA DENOMINAZIONE Con la denominazione “Patata di Cesiomaggiore” si fa riferimento a differenti varietà di patata e ad uno specifico areale di produzione, ricompreso, appunto, nel territorio comunale di Cesiomaggiore. Il forte legame con il territorio ne ha decretato l'inserimento nell'Elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), oltre che nella Carta Qualità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. La genuinità del prodotto, le tecniche di coltivazione tradizionali e naturali e l'importanza produttiva per la zona di origine le sono valsi, inoltre, l'attribuzione della De.Co.

LE CARATTERISTICHE Alla denominazione “Patata di Cesiomaggiore” sono riconducibili le varietà più tradizionali del tubero conosciute da circa un secolo nella zona, ed in particolare: la Majestic, varietà semitardiva dalla buccia liscia di colore giallo chiaro e pasta di colore bianco; la Bintje, semi-precoce, di dimensione grande e forma ovale e allungata, che si distingue per la buccia e la pasta chiare; la Corneta, una vecchia cultivar tradizionale di piccole dimensioni e dalla forma a cornetto, che si distingue per la pasta di colore giallo paglierino a granulazione fine, dalla consistenza soda e morbida allo stesso tempo, e la Rafiosa, un ecotipo locale della Val Belluna a maturazione medio-precoce e pasta gialla, che deve il proprio nome ad un termine dialettale che richiama la sensazione al tatto delle mani ruvide e screpolate.

LA PRODUZIONE Le tecniche di produzione contribuiscono notevolmente al prestigio di questa patata. La coltivazione segue, infatti, i dettami di un rigido Disciplinare che impone, tra l'altro, di non fare ricorso ad alcun tipo di sostanza chimica. Per ottenere un tubero di elevata qualità, i terreni dedicati alla sua coltura vengono sottoposti alle opportune rotazioni colturali ed abbondantemente fertilizzati con letame, sarchiati e rincalzati. Dopo il raccolto, le patate sono reperibili nella zona di produzione durante tutta la stagione invernale.

LA CULTURA Ogni anno, una festa celebra la gustosa “Patata di Cesiomaggiore”. Durante la manifestazione si potranno conoscere le diverse varietà ed i loro molteplici utilizzi in cucina, assaggiare le migliori ricette con esse preparate, e scoprire tutti i migliori prodotti agricoli ed artigianali della tradizione locale.

IN CUCINA La coltivazione di diverse varietà consente di impiegare le patate locali nella realizzazione delle più svariate ricette, potendo scegliere per ogni preparazione il tipo di tubero dalle caratteristiche più adatte. La Majestic, ad esempio, è perfetta per gli gnocchi, il purè, le insalate ed i minestroni, la Bintje è ottima cotta in forno, gratinata oppure fritta e la Corneta è ideale per accompagnare spezzatini e arrosti.

LA RICETTA  Rotolo di patate e grana con formaggio Malga e funghi gialletti (ricetta proposta dalla Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi). Ingredienti: 4 patate medie, 50 grammi di burro fuso, sale, 3 manciate di grana grattugiato, 2 tuorli d'uovo, 100 grammi di formaggio Malga, 70 grammi di pancetta affumicata, 300 grammi di gialletti trifolati. Lessate le patate con tutta la buccia, poi, dopo averle spellate e schiacciate, unite i tuorli, il burro fuso ed il grana mescolando fino ad ottenere un composto omogeneo. Sistemate la pancetta su della carta forno distendendola in modo da creare un grande rettangolo, poi disponete sopra di essa il composto di patate, uova e formaggio, creando uno strato uniforme sul quale adagerete, infine, anche il formaggio Malga. Arrotolate il tutto ed avvolgete in un foglio di alluminio ben stretto per sigillare il rotolo. Cuocete in forno per riscaldato a 170° per circa 10 minuti, poi tagliate a fette e servite in tavola caldo con due abbondanti cucchiai di gialletti trifolati. Se lo desiderate, guarnite con una cialda di grana.

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Miele delle Dolomiti Bellunesi Dop e salumi
Tacchinella ripiena di marroni

IL TERRITORIO Protette sin dal 1990 da un Parco Naturale che ne tutela la splendida natura e i boschi rigogliosi, le Dolomiti Bellunesi sono l'area di maggior concentrazione di vette dolomitiche. Sul territorio del parco sono disseminati i maggiori gruppi montuosi delle Dolomiti tra i quali si distinguono la Marmolada, le Tre Cime di Lavaredo, le Tofane e il Pelmo. Non a caso è proprio nella provincia di Belluno, nella zona più settentrionale del Veneto, che si contano alcune delle località turistiche più apprezzate di queste belle montagne.

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