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Toscana, un borgo romantico tra il Casentino e il Chianti

Castelfranco Piandiscò è un piccolo gioiello ricco di storia immerso in una cornice paesaggistica unica

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Courtesy of ©Sailko/Wikimedia Commons CC BY SA 3.0
Castelfranco Piandiscò
La cornice è quella incantevole della campagna toscana, tra morbide colline, oliveti, vigneti e folti boschi. Lungo la Strada dei Sette Ponti, tra l'Arno e le pendici del Pratomagno, a metà strada tra Arezzo e Firenze, l'incantevole borgo di Castelfranco Piandiscò si offre come punto di partenza ideale per scoprire paesaggi tra i più belli della regione, adagiati tra il Casentino e il Chianti in un susseguirsi di romantiche case coloniche, fattorie, antiche pievi romaniche e riserve naturali, come quella delle Balze, dalle suggestioni fiabesche. Basterebbe tutto questo a rendere il borgo un luogo ideale per staccare la spina assieme alla propria dolce metà, ed invece Castelfranco Piandiscò regala molto altro a chi sceglierà di visitarlo, regalando un piccolo concentrato di scorci pittoreschi e luoghi carichi di storia incastonati in un contesto paesaggistico da levare il fiato.

Quando si parla di Chianti si pensa immediatamente alle inebrianti sensazioni di un bicchiere del meraviglioso vino toscano. Scopri dove assaggiarne uno di quelli storici.

Ciò che salta immediatamente all'occhio quando si raggiunge Castelfranco Piandiscò è la bella Torre di Arnolfo considerata un vero e proprio simbolo del paese. E' ciò che resta dell'antico castello edificato su richiesta di Firenze e, salendo sulla sua cima, si può godere di un panorama da sogno che da Castelfranco si spinge sino ai piedi dell'Appennino in un trionfo di scenari dal fascino unico.

Non meno affascinante la chiesa di San Filippo Neri, risalente alla prima metà del XVII secolo dove si possono ammirare pregevoli opere della Bottega Fiorentina di Andrea Del Sarto e Matteo Rosselli del XVI e XVII secolo oltre ad un bellissimo soffitto affrescato. Merita certamente una visita, alle porte del borgo, il Complesso della Badia di San Salvatore a Soffena con la bella chiesa, il chiostro ed il convento. Fonti documentali ne attestano l'esistenza sin dal 1014 ed al suo interno sono custodite numerose opere d'arte di epoca quattrocentesca realizzate da artisti come Paolo Schiavo, il Maestro Liberato da Rieti e Bicci di Lorenzo e tra le quali merita una particolare menzione L'Annunciazione del fratello di Masaccio Giovanni di Ser Giovanni, detto lo Scheggia.

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