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Borghetto sul Mincio: romantiche suggestioni vista fiume

A passeggio mano nella mano nel borgo che emerge dall'acqua dove si gustano deliziosi tortellini chiamati "nodi d'amore"

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Courtesy of ©Dguendel/Wikipedia CC BY SA 3.0
Uno scorcio di Borghetto sul Mincio
Antichi mulini che si fondono in un sorprendente tutt'uno con le acque del fiume, una manciata di case abbracciate in un piccolo complesso fortificato scandito dalle merlature delle cortine che lo racchiudono, un intreccio di suggestioni a cavallo tra passato e pesente che raccontanto una luna storia che ha visto nel fiume Mincio il suo protagonista più prezioso. Questo è Borghetto sul Mincio, in provincia di Verona, un'incantvole gemma vista fiume che saprà regalare a chi la ammira l'irresisbile sensazoine di diventare parte integrante del magnifico colpo d'occhio offerto da uno dei Borghi più Belli d'Italia.

Nato in una zona di confine, là dove eserciti e signorie, dagli Scaligeri ai Gonzaga e ai Visconti, dalla Serenissima all'Austria ed alla Francia, si contendevano controllo ed interessi. Le battaglie napoleoniche e risorgimentali contribuirono, con il tempo, a modellarne ulteriormente le forme che si sviluppavano attorno al corso del Mincio le cui acque si insinuano tra le costruzioni che smbrano talvolta emergere da esse. Tutto sembra magico e surreale, perfetto per perdersi in due alla scoperta di ogni tramonto, di ogni angolo e di ogni palazzo del borgo che talvolta si nasconde nella nebbia offrendo allo sguardo soltanto i merli ghibellini.

Definito "check-point di antico regine" il Ponte Visconteo, una geniale diga fortificata, venne costruito per volere di Gian Galeazzo Visconti nel 1393 per domare e dominare le acque del fiume. Lungo 650 metri e largo 25, era inglobato in un complesso fortificato lungo 16 metri e mediante due cortine meralte si raccordava al sovrstante castello Scaligero che, dall'alto della collina sulla quale si ergeva, dominava con le sue torri l'intera valle del Mincio.

Per scoprire il nucleo più antico si possono ammirare le vestigia della Torre tonda risalente al XII secolo incorporata, poi, nel complesso successivo risalente al XIV secolo ed accessibie attraverso tre ponti levatoi di cui oggi, purtroppo, ne è sopravvissuto soltanto uno. Inoltrandosi all'interno del borgo, lo sguardo è rapito dalla bella chiesa di San Marco Evangelista ricostruzione settencesca in stile neoclassico della precedente pieve romanica di Santa Maria, risalente all'XI secolo e della quale permangono due preziosi affreschi di epoca quattrocentesca.

Seguendo il corso del Mincio si scoprono placidi paesaggi naturali dominati dall'acqua che modella gli scenari creando anse e cascate e custodendo canneti che offrono dimora a numerose specie di uccelli che vi nidificano. Il fiume è il protagonista di ogni aspetto della vita e della cultura del borgo, persino dal punto di vista gastronomico. La specialità più tradizionale di Borghetto sul Mincio sono, infatti, gli immancabili tortellini fatti a mano che qui, però, prendono il nome "nodi d'amore" perchè ricorderebbero il nodo intrecciato da due amanti su un fazzoletto di seta prima di gettarsi nel Mincio. Dalle acque del fiume vengono anche i principali secondi piatti, tra i quali si distinguono, in particolare, il luccio in salsa, la trota e l'anguilla.

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