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Mostre a Venezia 2017

Venezia: le mostre più belle da LaChapelle a Hirst

Eventi espositivi da non perdere nel calendario culturale della Serenissima

The Severed Head of Medusa
www.palazzograssi.it
Damien Hirst - The Severed Head of Medusa, 2017
"Lost & Found" di David LaChapelle alla Casa dei Tre Oci
Fino al prossimo 10 settembre la Casa dei Tre Oci presenta la mostra David Lachapelle. Lost & Found, dedicata ad uno dei più importanti e dissacranti fotografi contemporanei. L’esposizione, curata da Reiner Opoku e Denis Curti presenta oltre 100 immagini che ripercorrono la carriera dell’artista statunitense, dai primi progetti in bianco e nero degli anni novanta fino ai lavori, solo a colori, più recenti, opere divenute in gran parte iconiche e che gli hanno garantito un riconoscimento internazionale da parte di critica e pubblico. 
 
A Palazzo Grassi i tesori di Hirst recuperati dalle acque
Sono circa 200 le opere che compongono Treasures from the Wreck of the Unbelievable (Tesori dal naufragio dell'Incredibile) l'attesa nuova mostra di Damien Hirst che si svolge fino al prossimo 3 dicembre nelle due sedi della Pinault Collection. Si tratta della prima grande mostra personale dedicata ad Hirst in Italia, dopo la retrospettiva del 2004 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Con i suoi lavori, tra cui l'iconico squalo in formaldeide “The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living” (1991) e “For the Love of God” (2007), calco in platino di un teschio tempestato di 8.601 purissimi diamanti, l'artista britannico sfida le certezze del mondo contemporaneo, esaminando tutte le incertezze insite nella natura dell’uomo.
 
Alla Scala del Bovolo Echaurren in dialogo con Duchamp
S'intitola “Du champ magnétique” la mostra che a Venezia propone una serie di opere realizzate nell’arco di quarant’anni da Pablo Echaurren, in cui l'artista dialoga con l’ombra del padre dell’arte concettuale Marcel Duchamp. Il percorso della mostra si sviluppa lungo lo spazio fisico della Scala Contarini del Bovolo, che nella sua forma a spirale rimanda emblematicamente alla coppia di opposti alto/basso e ascesa/discesa. Traendo spunto dall’opera duchampiana “Nu descendant un escalier”, l’artista ha concepito una serie di cartelli segnaletici che invitano lo spettatore, con un gioco di parole onomatopeico, a salire le scale (Nous ascendants un escalier) e poi a discenderle (Nous descendants un escalier).

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