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Rocca di Frassinello cantina Renzo Piano

Vendemmia e architettura: Rocca di Frassinello 

Nella Maremma delle cantine d’autore, una grande opera di Renzo Piano

Campagna toscana
istockphotos
Panorama della Maremma
In questo periodo dell’anno visitare le cantine in pieno fermento per la vendemmia è un piacere per gli appassionati di enologia, di natura, di eccellenze del territorio. Ma anche di architettura: sono molte ormai le aziende che si avvalgono di grandi firme per realizzare le strutture dove il vino viene prodotto e dove il pubblico viene condotto per scoprire i sapori locali. Tra queste, Rocca di Frassinello, cantina dei Domini Castellare, realizzata niente meno che da Renzo Piano, parte del circuito Toscana Wine Architecture.
 
Il progetto nasce per replicare un modello di eccellenza dell’azienda vinicola, quello di Castellare in Castellina. Rocca di Frassinello si trova in un nuovo territorio iconico della produzione vinicola toscana, la Maremma. Situata tra i comuni di Gavorrano e Roccastrada, nel grossetano, la cantina poggia su un territorio che dal punto di vista geologico è una sorta di prolungamento verso il mare del Chianti e del Montalcino. Una zona perfetta per coltivare la vite, che si è fatta ‘capoluogo’ di una joint venture fra Castellare e Domaines Barons de Rothschild Lafite. Coronata dalla firma di Renzo Piano, che ha realizzato uno stabilimento caratterizzato da un’estetica assolutamente nuova nel panorama delle cantine.
 
La cantina è stata concepita per essere efficiente e razionale, piuttosto che lussuosa. Pareti in cemento faccia a vista, una sorta di grande quadrato, al cui centro si apre la barricaia, vera attrazione per chi visita la cantina e momento più aulico della lavorazione del vino. Realizzata come fosse un anfiteatro, qui riposano duemila barrique adagiati in modo da fare da cornice ad un ‘palcoscenico’. Due lati a un solo livello per i tini, e due lati a due livelli per le altre funzioni. Attorno alla barricaia, sotterranea, si svolgono tutte le attività produttive. L’uva finisce nei tini di fermentazione per forza di gravità e non attraverso pompe, per garantire la massima qualità al processo, partendo dal grande piazzale che l’architetto ha battezzato il ‘sagrato’. 
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