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Patrimoni Unesco: le teste giganti di Nemrut Dagi

Turchia, le teste giganti Patrimonio Unesco

Nonostante il grande fascino che esercita, la Tomba di Antioco I non è un sito ancora molto conosciuto

Statue di Nemrut Dagi
©iStockphoto
Turchia, sito di Nemrut Dagi
E’ uno dei luoghi più straordinari ma anche più sconosciuti del Medio Oriente e si trova nella parte sudorientale della Turchia: si tratta del sito di Nemrut Dagi, che comprende le Teste Giganti, a 2100 metri di altezza sulla catena montuosa del Tauro Orientale. Patrimonio Unesco dal 1981, sono i resti del complesso funebre di Antioco I Commagene che formano un museo a cielo aperto: si tratta infatti di una tomba santuario che era composta da tre terrazze sulle quali vennero costruiti altari e statue di dimensioni enormi, che ancora oggi lasciano senza fiato. Da molte di queste sculture è stata staccata la testa, che spesso arriva a toccare oltre i due metri, e che comunque resta ai piedi delle statue.

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Probabilmente si pensa siano state decapitate per un atto iconoclasta, ma vista la dimensione delle statue che arrivavano anche ai 9 metri, alcuni studiosi non escludono che potrebbero essere state danneggiate da fenomeni naturali come fulmini e terremoti. Particolarmente suggestivo è osservare i busti e le teste delle colossali statue all’alba, con la luce che le illumina di fiammeggianti riflessi che cambiano colore a seconda dei raggi di sole che cadono sulla loro superficie: a seconda dell’illuminazione, infatti, sembrano rosa, rosse, arancio o gialle. Quando ancora integre, le enormi figure dovevano essere visibili anche da alcuni chilometri di distanza a sottolineare la magnificenza del luogo. Diversi archeologi sostengono che il tumulo contenga effettivamente la camera funeraria del re e il suo sarcofago, anche se gli scavi non sono riusciti ad individuarli.

Antioco Teo di Commagene, vissuto nella metà del primo secolo d. C., era considerato discendente di Apollo, e non stupisce, quindi, che la sua tomba sia stata costruita in grande, su due versanti della vetta del Nemrut, con le statue che rappresentano, oltre ovviamente al re, anche Apollo, la Fortuna, Ercole e Zeus, insieme ai simboli della dinastia reale che raffigurano aquile e leoni. In alcune parti sono ancora visibili dei bassorilievi in pietra che un tempo decoravano l'intero edificio e rappresentavano scene della vita quotidiana del sovrano e la sua genealogia, che considerava al pari degli dei. Probabilmente Antioco aveva voluto creare una sintesi tra gli antichi dei persiani e i più recenti dei greci. Un’altra particolarità del sito è la presenza di una lastra che raffigura quello che potrebbe essere il più antico oroscopo del mondo.
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