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Taranto monumenti Castello Aragonese

Taranto, cosa rende speciale il Castello Aragonese

Baluardo per la difesa della città, la fortezza ha visto perdere la sua importanza strategica

Taranto fortezza
©iStockphoto
Taranto, Castello Aragonese
Taranto è conosciuta come la Città dei Due Mari poiché la maggior parte dei suoi insediamenti originari è sorta attorno al Mar Grande al Mar Piccolo: il primo che bagna la costa esterna delimitata nella baia da Punta Rondinella e da Capo San Vito e il secondo considerato un mare interno e separato dal Mar Grande dal canale naturale di Porta Napoli e dal canale artificiale navigabile. Ma questa non è certo l’unica particolarità della bella città pugliese, caratterizzata dal suo vivace porto industriale e commerciale, dal Ponte Girevole che collega l’isola artificiale del Borgo Antico con la penisola del Borgo Nuovo e dal Castello Aragonese, conosciuto anche come Castel Sant’Angelo. Si presenta con una massiccia pianta quadrangolare che occupa l’angolo estremo dell’isola del Borgo Antico.

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La sua storia ha origini molto antiche. La parte più datata risale al lontano 916, con la struttura fondata dai Bizantini allo scopo di proteggere l’abitato dai pirati e dagli attacchi della Repubblica di Venezia. Con Ferdinando II d’Aragona, nel 1486, venne ampliato in quella che è ancora oggi la struttura attuale con, all'epoca, sette torri di cui tre allineate lungo il fossato che raggiunge il Mar Piccolo e le altre quattro disposte in quadrilatero. Torri e mura erano della stessa altezza, 21 metri, e quasi dello stesso spessore, circa 8 metri; tutte le torri avevano un diametro di 18 metri eccetto quella denominata San Cristoforo che era 10 metri più larga. Verso il Mar Grande, su progetto di Francesco di Giorgio, fu aggiunto, nel 1491, un puntone triangolare che può essere considerato un prototipo del bastione del XVI secolo, eretto per rinforzare la cortina meridionale e migliorare la capacità di difesa di fiancheggiamento dell'accesso al fossato.

Gli spagnoli, che succedettero agli Aragonesi nel 1502, ampliarono le piattaforme sulla sommità per facilitare il movimento e l'uso dell’artiglieria. Riempirono di terra molte delle gallerie intramurali e le casematte superiori delle torri per rinforzarle e per ottenere ulteriori postazioni per l'artiglieria sulla sommità delle torri. Nonostante questo, gli interventi e gli sforzi degli spagnoli non bastarono a mantenere inalterato il valore della fortezza, che perse progressivamente validità militare e finì per essere utilizzata come prigione e come caserma. Questa diversa utilizzazione ha portato alla frammentazione dei locali interni con la chiusura di passaggi e corridoi. Il castello è rimasto comunque sostanzialmente intatto tranne che per la torre chiamata di S. Angelo che venne demolita nel 1883 per fare posto al ponte girevole.
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