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Santa Giulia, il sito UNESCO della Brescia Longobarda

Il complesso museale e monastico anche noto come Museo della Città racchiude secoli di storia e testimonianze artistico-culturali assai preziose

Panorama
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Brescia
Come una scatola cinese delle meraviglie architettoniche e artistiche italiane, il Museo di Santa Giulia (o Museo della Città) a Brescia si trova all’interno del Monastero di Santa Giulia, complesso monastico che che a sua volta ingloba l’antico Monastero di San Salvatore: meraviglia nella meraviglia, iscritti alla Lista dei Patrimoni dell’Umanità come parte del sito seriale UNESCO ‘Longobardi in Italia: i luoghi del potere’. Si tratta di luoghi di emblematica densità architettonica, artistica, culturale e storica longobarda, e Brescia ne è ricca.

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Dunque, il viaggio nella storia comincia nella Via dei Musei, una delle principali arterie del centro storico votata a monumenti e istituzioni culturali di valore. Al civico 81/b troverete l’ingresso al Museo della città, che permette di addentrarsi nella storia di Brescia dall’età preistorica ad oggi, in un’area espositiva di 14.000 metri quadrati. La zona sottostante al museo è ricca di reperti archeologici di epoca romana (di notevole valore sono le Domus dell’Ortaglia), e del complesso museale fanno parte molte delle strutture dell’antico monastero. Si tratta di un vero viaggio attraverso la storia e l’arte dell’area di Brescia, ma anche nella spiritualità. E perché no, anche nella tradizione romanzesca, visto che proprio qui si consuma la tragedia di Ermengarda secondo la versione di Manzoni nell’Adelchi.

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Il monastero era femminile e di regola benedettina, e venne fatto erigere dall’ultimo re longobardo, Desiderio, e dalla moglie Ansa nel 753 d.c. San Salvatore conservò il suo ruolo di culto anche dopo che il regno Longobardo venne sconfitto e al suo posto si insediarono i Carolingi, e nel corso degli anni le memorie storiche si stratificarono, con rifacimenti (il primo importante in stile romanico nel XII secolo), ampliamenti e ricostruzioni. Gli elementi più importanti del complesso monastico ad oggi sono la Basilica Longobarda di San Salvatore, una delle testimonianze più importanti dell’architettura religiosa dell’Alto Medioevo, nella quale si conservano le spoglie di Santa Giulia, martire. La chiesa romanica di Santa Maria in Solario, fatta costruire come oratorio per le monache, che racchiude il tesoro spirituale della Lipsanoteca in avorio conservata sotto una meravigliosa volta affrescata come un cielo stellato, e il capolavoro della Croce di Desiderio, manufatto dell’VIII-IX secolo. E ancora, il Coro delle Monache, un ambiente riccamente affrescato dal quale le monache assistevano alle funzioni religiose (senza essere viste), aperto al pubblico dal 2002 dopo un importante restauro. Si tratta di un luogo eretto tra il 400 e il 500 completamente affrescato di grande suggestione. La Chiesa di Santa Giulia, cinquecentesca, e i diversi chiostri del complesso ‘chiudono’ idealmente la visita ad un luogo che è davvero uno scrigno nel quale viene custodita la storia dell’architettura, dell’arte e della cultura attraverso i secoli.

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