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Salento megalitico, a caccia di dolmen e menhir

Nell’entroterra salentino ci si imbatte in centinaia di monumenti megalitici

Dolmen
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Dolmen Li Scusi
Quando si pensa a dolmen e menhir in Italia si immagina soprattutto la Sardegna, regione che più di ogni altra nella penisola è disseminata dei monumenti megalitici risalenti a diverse epoche storiche e preistoriche. Ma anche la Puglia può vantare i suoi dolmen e menhir, che mostrano un particolare aspetto del Salento megalitico. La regione conta oltre un centinaio di queste enormi pietre monumentali, e in particolare la porzione più a sud, nell’area di Otranto, dove è concentrata la maggior parte. Non tutti, per usare un eufemismo, hanno svelato i loro misteri: a cosa servivano, quando furono eretti, come, in molti casi rimangono domande senza risposta. 

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Tra i più popolari, il Dolmen Li Scusi, datato tra il V e il III millennio a.C., scoperto nell’800 e apparentemente il primo rinvenuto di una lunga serie. Il suo nome deriva da un modo di dire dialettale locale che significa ‘nascosto’, ed è uno dei più particolari. Immerso in un uliveto nell’area di Minervino, è formato da otto pilastri a loro volta composti da pietre sormontate, su cui poggia un grande lastrone di forma quadrangolare. Questo lastrone di pietra, ha un piccolo foro che viene colpito dal sole nel giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno. Come Li Scusi, anche il Menhir Monticelli si trova nell’area di Minervino, e svetta su un terreno coltivato. La sua sommità anomala fa supporre che un tempo si trattasse di un megalite molto più alto.

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A Giurdignano, anche detto il ‘giardino megalitico d’Italia’, si trovano numerosi menhir o ‘pietre lunghe’, tra cui il San Paolo, che si innalza su una cripta bizantina. E’ uno dei meno alti, con solo 2 metri di lunghezza, ma ha la particolarità di presentare un foro sulla sommità dove probabilmente in epoca bizantina venne fissata una croce per ‘cristianizzare’ il monumento pagano. Tra i menhir più alti invece c’è quello di Santu Totaru o Menhir di Santa Lucia a Martano, che, singolarmente, con i suoi quasi cinque metri svetta nel centro del paese, a ridosso delle abitazioni. Non si trova in Salento ma merita una citazione il Dolmen della Chianca di Bisceglie, risalente all’età del Bronzo, è una cella sepolcrale composta da tre lastroni di pietra in verticale che ne sorreggono un quarto che fa da copertura. 
 
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